"D'accordo con Orlando, basta ambiguità politiche", Donegani: "Sindaco decida cosa vorrà fare"
Le parti, a oggi, nonostante più di qualche tentativo e la convergenza alle provinciali dello scorso anno, non si sono mai veramente incontrate sullo stesso uscio politico
Gela. La proposta è ampiamente nota, portata anche in consiglio comunale, durante il recente insediamento dell'esponente "PeR" Paolo Cafa'. Il gruppo che fa riferimento al segretario regionale Miguel Donegani ha da tempo formalizzato una scelta di campo, quello progressista e di centrosinistra, che vorrebbe portare pure nell'esperienza dell'alleanza del sindaco Terenziano Di Stefano. Le parti, a oggi, nonostante più di qualche tentativo e la convergenza alle provinciali dello scorso anno, non si sono mai veramente incontrate sullo stesso uscio politico. "Non c'è neanche bisogno di ripeterlo - spiega Donegani - la nostra posizione è chiara da almeno tre anni. Io stesso sono impegnato, a livello territoriale e regionale, nella costruzione di un campo progressista puro, che veda La Vardera candidato alla presidenza. Cos'è l'alleanza di governo della città? Questo bisognerebbe chiederlo al sindaco. È lui che deve decidere cosa vorrà fare da grande. Noi non ci saremo mai in un'alleanza che ricomprende forze di centrodestra, come l'Mpa, solo per citare il caso più eclatante. Anzi, ritengo che il centrodestra debba iniziare a interrogarsi sulle scelte degli autonomisti, che stanno nel governo Schifani ma che nei territori sono presenti in alleanze di centrosinistra. Però, non intendo entrare a casa degli altri". Donegani, da qualche tempo responsabile organizzativo regionale per "Controcorrente" di La Vardera, ha percepito che qualcosa, nella maggioranza di Di Stefano, inizia a non andare come dovrebbe. "La nostra posizione non è mai stata contraria al sindaco Di Stefano o tesa a contestarlo - continua il segretario "PeR" - abbiamo solo detto che serve coerenza. Mi pare che queste valutazioni le stia facendo pubblicamente pure il capogruppo del Pd Gaetano Orlando e sono d'accordo con lui. Iniziano a farsi sentire, quindi, nel Pd. Non dimentichiamo che anche chi ha appoggiato Di Stefano al ballottaggio, oggi, si sente quasi messo in disparte". Da "PeR" non perviene una chiusura fine a se' stessa ma ci sono precise direttive politiche non travalicabili. "Se il primo cittadino è pronto a fare un ragionamento progressista e di centrosinistra, noi siamo disposti a dialogare ma questo non significa entrare in giunta - aggiunge Donegani - potremmo decidere di sostenerlo senza entrare nel governo della città. Fino a quando, però, nel suo progetto ci saranno forze di centrodestra, per noi il suo non sarà un progetto progressista". È probabile che quella delle regionali del prossimo anno possa essere una tappa probante, per l'alleanza del sindaco e per il campo di centrosinistra. "Noi stiamo lavorando per consolidare un campo progressista che sia vincente - conclude l'ex deputato Ars - non bisogna esaltarsi per la vittoria del no al referendum. Anzi, con situazioni di ambiguità politica aumenta il non voto. La Vardera? Per noi, è il miglior candidato per la presidenza e lo dicono anche i sondaggi. Ma il campo progressista da costruire per vincere non dipende dai nomi ma dalla volontà di mettere le basi per un progetto comune e condiviso, senza le ambiguità evidenti dello pseudo modello Gela".
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