"Da FdI solo propaganda, assenti nella lotta per la sanità", dem: "Sono loro che governano"
Il partito, che ha già portato in sede Ars la vicenda della sanità locale depotenziata, la esporrà anche alla direzione nazionale con il dirigente nazionale Peppe Di Cristina
Gela. I dem, che alla mobilitazione per una sanità locale da potenziare credono parecchio, si smarcano del tutto dalle contestazioni che gli sono state mosse, ieri, dal dirigente provinciale di Fratelli d'Italia, Ignazio Raniolo, che di fatto gli ha addebitato ogni criticità strutturale che si registra in città. “Laddove mancano risposte concrete per il presente, si tenta costantemente di riscrivere il passato. È un esercizio retorico che non aiuta Gela e che, soprattutto, elude la questione morale e politica, preferendo la polemica sterile alla discussione sui fatti. È inaccettabile la contraddizione di chi denuncia il depotenziamento del "Vittorio Emanuele" e, al contempo, sceglie di non aderire alle mobilitazioni cittadine per difenderlo. La salute non ha colore politico: se il problema è reale, si sta dalla parte dei cittadini, non si declina l'invito al confronto. Slogan come città allo sbando sono facili da pronunciare, ma sterili. Se l’amministrazione Di Stefano commette errori, chiediamo precisione e, soprattutto, proposte alternative. Governare significa assumersi la responsabilità di costruire soluzioni, non limitarsi a cavalcare il malcontento. Ridurre una vicenda complessa come la riconversione industriale alle sole responsabilità del passato è una semplificazione che offende l’intelligenza dei cittadini. La storia industriale di Gela è il frutto di decenni di scelte che hanno coinvolto governo nazionale, Regione, Eni e parti sociali. Chi vuole parlare di responsabilità – fanno sapere i dirigenti dem - deve avere il coraggio di raccontare l’intera storia, non solo la parte che torna utile alla propaganda”. I democratici insistono su questi punti e non solo. “Il dissesto finanziario è una ferita aperta e il porto insabbiato è il simbolo di decenni di inefficienze. È singolare che chi oggi siede nei luoghi del potere, a Roma come a Palermo, si comporti come se fosse all'opposizione. Il ruolo della politica è ottenere risultati: se esistono interlocutori istituzionali, li si utilizzi per sbloccare le opere ferme. La questione morale non è uno strumento da usare a convenienza. Mentre la magistratura farà il suo corso per accertare eventuali responsabilità giudiziarie, la politica ha il dovere di interrogarsi sulla qualità della propria classe dirigente e sulla trasparenza delle scelte amministrative. Questo vale per tutti, senza distinzioni di schieramento. La domanda che poniamo a FdI non è dove siano i loro esponenti ma dove siano le loro proposte. Manca – aggiungono - una visione strategica per il lavoro, per la pressione fiscale, per il contrasto allo spopolamento. Stare all’opposizione non significa solo criticare chi c’era prima, ma dimostrare di essere capaci di fare meglio”. Il partito, che ha già portato in sede Ars la vicenda della sanità locale depotenziata, la esporrà anche alla direzione nazionale, attraverso l'assessore Peppe Di Cristina, che ne è componente. “Il Partito Democratico non si ferma. La segreteria regionale è pienamente coinvolta e la questione Gela sarà portata all'attenzione della Direzione Nazionale dal nostro Peppe Di Cristina. Non accetteremo che venga archiviata l’eredità di dieci anni di governo delle destre, che ci lasciano in dote una sanità ridotta ai minimi termini. Gela ha bisogno di risposte – concludono i dirigenti del Pd - non di un eterno ritorno al passato”.
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