"Da Fava comportamento grave", FdI: "Di Stefano intervenga anche revocando deleghe"
Secondo gli esponenti FdI, se il sindaco lo riterrà, dovrà ritirare le deleghe all'assessore dem
Gela. Se arriverà in aula consiliare una mozione di censura per il vicesindaco Giuseppe Fava, come abbiamo riferito, non è ancora certo. Mentre i dem hanno cercato di evitare strascichi, scusandosi per i toni accesi usati dall'assessore nei confronti dei consiglieri comunali di centrodestra Sara Cavallo e Antonella Di Benedetto, i meloniani invece ritengono necessario un intervento del sindaco Terenziano Di Stefano e parlano di un caso comunque grave. Lo stesso Fava si è già scusato. "Quanto avvenuto è grave e non può essere minimizzato. Le testimonianze dei presenti, secondo le quali il vicesindaco avrebbe rivolto toni ed espressioni non consone alle consigliere Antonella Di Benedetto e Sara Cavallo, descrivono un comportamento che supera ogni limite istituzionale e personale. Come Fratelli d’Italia - fanno sapere dal coordinamento FdI - esprimiamo solidarietà piena e convinta alle consigliere Di Benedetto e Cavallo, che hanno esercitato il loro ruolo con correttezza e che non possono, per nessun motivo, essere bersaglio di atteggiamenti incompatibili con l’esercizio della funzione pubblica. Non esiste contesto che giustifichi simili modalità: chi ricopre incarichi apicali ha il dovere di mantenere equilibrio, rispetto e misura, sempre ed in ogni caso". Secondo gli esponenti FdI, se il sindaco lo riterrà, dovrà ritirare le deleghe all'assessore dem. "A questo punto, non sono accettabili né silenzi né tentativi di derubricare l’accaduto. Chiediamo un intervento pubblico, immediato e inequivocabile del sindaco che, quale garante del decoro dell’amministrazione - aggiungono i meloniani - non può ignorare accuse che mettono in discussione la credibilità della giunta. Il rispetto delle istituzioni è la base della fiducia dei cittadini. Quando viene compromesso, il sindaco ha il dovere di ristabilire la linea, assumendo ogni determinazione politica necessaria, anche la revoca delle deleghe, se il rapporto fiduciario risulta irrimediabilmente leso".
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