Costi alle stelle e agricoltori strozzati dalla crisi, parte sit-in: sindaco, "saremo con loro"
La prossima settimana, da lunedì 28 settembre, gli operatori locali del settore saranno in sit-in a Ponte Olivo
Gela. Non c'è solo la carenza idrica ormai permanente, a causa di dighe fuori uso da anni. Gli agricoltori del territorio patiscono, come in altre aree siciliane, il caro prezzi, che determina costi enormi per la produzione e un danno ingente al comparto. La prossima settimana, da lunedì 28 settembre, gli operatori locali del settore saranno in sit-in a Ponte Olivo. Era già capitato negli scorsi anni ma l'aumento dei costi rende necessaria una risposta pubblica. L'amministrazione comunale sarà a Ponte Olivo insieme agli agricoltori. Lo conferma il sindaco Terenziano Di Stefano. “L’amministrazione comunale esprime la propria piena e incondizionata solidarietà a tutti gli agricoltori del territorio, che da tempo stanno affrontando una situazione economica e produttiva sempre più difficile e che oggi mette seriamente a rischio il futuro di uno dei settori fondamentali dell’economia della nostra città. L’agricoltura in città non è soltanto un comparto produttivo: è lavoro, identità, tradizione, economia e futuro per migliaia di famiglie. Proprio per questo non possiamo rimanere indifferenti davanti alle difficoltà che quotidianamente gli imprenditori agricoli sono costretti ad affrontare. Il costo del carburante ha raggiunto livelli insostenibili. La carenza d’acqua rappresenta ormai un’emergenza strutturale. Il prezzo delle materie prime, dei fertilizzanti e dei prodotti necessari alla coltivazione è aumentato in maniera vertiginosa. A tutto questo si aggiungono i costi di produzione, gli adempimenti burocratici, i vincoli e le difficoltà che gravano quotidianamente sulle aziende. Mentre i costi aumentano, il prezzo riconosciuto agli agricoltori per i loro prodotti spesso non è neppure sufficiente a coprire le spese sostenute per produrli. Questa situazione non è più sostenibile. Stiamo assistendo al progressivo indebolimento di un settore che rappresenta, insieme all’industria e alle altre realtà produttive, una delle colonne portanti dell’economia della città e del nostro territorio”, dice il sindaco. Per Di Stefano, la mobilitazione a tutela del comparto agricolo ha lo stesso valore della vertenza sanità, ancora in atto. “Così come questa amministrazione sta portando avanti con determinazione la propria battaglia a tutela della sanità e del diritto alla salute dei cittadini, allo stesso modo saremo al fianco del mondo agricolo nella difesa del lavoro, della produzione e della dignità di chi ogni giorno investe, rischia e lavora la propria terra. Non vogliamo limitarci a esprimere solidarietà a parole. Vogliamo esserci. Vogliamo ascoltare. Vogliamo condividere questa battaglia e sostenere le richieste del comparto agricolo nelle sedi istituzionali competenti. Dietro ogni ettaro coltivato c’è il sacrificio di una famiglia. Dietro ogni raccolto ci sono investimenti, debiti, giornate di lavoro, rischi e responsabilità. Non possiamo permettere che tutto questo venga vanificato da costi di produzione insostenibili, dalla mancanza d’acqua e da un sistema che troppo spesso riconosce al produttore un prezzo che non tiene conto dei reali costi sostenuti. Difendere gli agricoltori significa difendere la città. Significa difendere il lavoro e l’economia del nostro territorio. Significa impedire che intere aziende siano costrette ad abbandonare la produzione e che terreni coltivati da generazioni vengano progressivamente lasciati improduttivi”, conclude Di Stefano. L'iniziativa degli agricoltori locali ottiene il supporto anche del gruppo civico di "Una Buona Idea". "Il comparto agricolo è quello che forse più di tutti sta pagando il prezzo di questa crisi che sta arrivando ad avere contorni pericolosi, con un aumento esponenziale del costo del carburante e di conseguenza delle materie prime, il tutto con l'aggravante dei prezzi dei prodotti che ormai sono irrisori nonostante l'altissima qualità. Noi li sosteniamo e saremo al loro fianco perché cogliamo il loro grido d'allarme e soprattutto perché siamo sempre più convinti che questo è un comparto indispensabile per la nostra vita e non può continuare ad essere lasciato solo", fanno sapere i civici.
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