Confindustria Sicilia, Vecchio “Bene la manovra regionale, deluso per il no agli incentivi per l’export”
Così Gaetano Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia, in una intervista su "La Sicilia" illustra la "ricetta" degli imprenditori per estirpare il cancro della mafia.
CATANIA (ITALPRESS) – “La consapevolezza che lo Stato è più forte delle organizzazioni criminali e che l’estorsione è un reato che si basa esclusivamente sulla paura ma se viene denunciato sarà sicuramente perseguito dalle forze dell’ordine e dalla magistratura come dimostra per altro il nostro caso più recente dove per altro hanno dimostrato di essere, dal punto di vista investigativo, un’eccellenza. Gli inquirenti sono preoccupati perché il numero delle denunce si è ridotto: non saprei dire, però, se questo è dovuto alla riduzione del fenomeno estorsivo, o al fatto che gli imprenditori hanno paura. Da presidente di Confindustria ho il dovere di ribadire un concetto fondamentale: bisogna tenere la barra dritta e rigettare ogni tentativo di estorsione e di infiltrazione mafiosa”. Così Gaetano Vecchio, presidente di Confindustria Sicilia, in una intervista su “La Sicilia” illustra la “ricetta” degli imprenditori per estirpare il cancro della mafia. Vecchio ha poi sottolineato come “la burocrazia è il vero limite per lo sviluppo della nostra terra. Nel dire che se non la estirpiamo non risolviamo il tema dello sviluppo, devo anche riconoscere che ci sono esempi di eccellenza. Nel 2025 l’attività del Cts (Comitato tecnico specialistico per le valutazioni ambientali della Regione, ndr) gestito dal professore Armao è stata veramente eccelsa: ha dimostrato che quando si mettono persone valide in punti strategici le cose si fanno. E se molti progetti sono stati sbloccati è dovuto alla sua grande professionalità. Insomma, sono le persone a fare la differenza, non le procedure”.
Sul decreto legislativo che riforma gli incentivi statali, con più coordinamento con Pubbliche amministrazioni centrali ed enti locali, procedure più semplici per le imprese, Vecchio dice: “È stata una ‘pezza’ in un sistema che deve riconoscere la coesione come elemento fondamentale. Noi abbiamo vissuto un 2025 in chiaroscuro: positivo ma privo della decontribuzione Sud che è stata una norma fondamentale per lo sviluppo della nostra Terra e della Zes che ha bene operato nonostante la risorse finanziarie non fossero sufficienti per i crediti d’imposta maturati dalla imprese a fronte degli investimenti sostenuti nel territorio. Noi ribadiamo all’opinione pubblica e alle istituzioni italiane che senza lo sviluppo della Sicilia e del Mezzogiorno il Paese non cresce. Gli incentivi alle imprese che investono nelle Zes non è un “regalo”, ma una forma di ripristino della sovranità che ci è venuta a mancare nel corso di decenni e quindi che la politica di coesione dell’Ue e dello Stato è fondamentale per ridurre i divari e le disparità tra i territori del Paese”.
Alla domanda se è soddisfatto della manovra regionale del governo Schifani, il presidente di Confindustria Sicilia, si dice contento “in particolare per le nuove assunzioni e la Super Zes, ma dispiaciuti per la bocciatura da parte dell’Ars dell’incentivo alle esportazioni. Adesso ne chiediamo il ripristino nell’ambito dell’assestamento di Bilancio”.
– foto ufficio stampa Confindustria Sicilia, il presidente Gaetano Vecchio –
(ITALPRESS).
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