Comitati quartiere, Incardona: "Sospendere procedura, incongruenze nel regolamento per il voto"

"Il regolamento va rivisto"

14 gennaio 2026 08:35
Comitati quartiere, Incardona: "Sospendere procedura, incongruenze nel regolamento per il voto" -
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Gela. Sospendere la procedura in atto che il 25 gennaio si concluderà con il voto per le rappresentanze dei quartieri. L'ex assessore Salvatore Incardona, che si occupo' del tema durante la sua esperienza amministrativa, sottolinea infatti la presenza di una notevole incongruenza nel regolamento stilato dalla commissione affari generali. "La campagna elettorale per i comitati di quartiere, che doveva rappresentare un momento di partecipazione democratica e di coinvolgimento civico, si sta trasformando in una vera e propria faida politica. Ma ciò che più preoccupa non è solo il clima teso e distorto che si respira, quanto la totale inadeguatezza del regolamento approvato dal consiglio comunale, che rischia di rendere nulle le stesse elezioni. Già mesi fa avevo segnalato, con senso di responsabilità, la criticità dell’articolo 5 del regolamento", spiega. Il testo prevede che "possono aderire all'area urbana di quartiere e pertanto partecipare all'Assemblea coloro che abbiano compiuto il 18° anno di età purché siano residenti nell'area urbana e/o che siano titolari e/o rappresentanti di una attività commerciale, professionale, produttiva e/o associazionistica con sede nell’area urbana". Secondo Incardona, si tratta di "una previsione gravemente lesiva dei principi democratici: in tal modo si consente a soggetti non residenti nell’area urbana, ma semplicemente titolari di un’attività sul territorio, a seguito dell'articolo 7, di esprimere il voto anche in un quartiere diverso da quello di residenza". L'ex assessore insiste sul fatto che il regolamento vada rivisto. "Il risultato? Alcuni cittadini potranno votare due volte, altri una sola, violando in modo palese il principio di uguaglianza del voto. Ma non solo: secondo quanto previsto dalla normativa elettorale generale, un cittadino non può esprimere più di una preferenza elettorale, pena la nullità dell’intera procedura. Estendere il diritto di voto a soggetti non residenti, solo perché esercenti un’attività in loco, rappresenta un vulnus giuridico insanabile. Questa leggerezza è l’ennesima dimostrazione della superficialità con cui l’amministrazione e il consiglio comunale stanno affrontando questioni di rilevanza democratica. Il rischio è rendere illegittima una consultazione che avrebbe dovuto essere un pilastro della partecipazione civica nei quartieri. Alla luce di queste evidenti criticità, invito l’amministrazione comunale a sospendere con urgenza la procedura elettorale per i comitati di quartiere, a rivedere il regolamento con il contributo della commissione affari generali e a riportare tutto nell’alveo della correttezza istituzionale e della legittimità democratica. È impossibile parlare di partecipazione se non si garantisce equità, parità e rispetto delle regole", conclude.

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