Comiso, check-in chiuso e volo perso: la denuncia di due residenti siciliani in una lettera aperta
Nella lettera i due cittadini ricordano come lo scalo di Comiso abbia rappresentato negli ultimi anni un'importante opportunità per tanti siciliani che vivono lontano dai propri familiari.
Comiso. Doveva essere l'inizio di qualche giorno da trascorrere con figli e nipoti lontani dalla Sicilia. Invece il viaggio si è trasformato in una vera e propria odissea. Due residenti siciliani hanno deciso di raccontare la loro disavventura attraverso una lettera aperta, denunciando quanto accaduto all'aeroporto di Comiso, dove avrebbero perso il volo a causa della chiusura anticipata del check-in.
Secondo il loro racconto, pur essendo arrivati in aeroporto con l'aereo ancora fermo in pista, non sarebbe stato più possibile completare le operazioni di imbarco. Una situazione che, a loro dire, avrebbe provocato non solo la perdita del biglietto, ma anche ulteriori spese e il rinvio di un viaggio atteso da tempo.
Nella lettera i due cittadini ricordano come lo scalo di Comiso abbia rappresentato negli ultimi anni un'importante opportunità per tanti siciliani che vivono lontano dai propri familiari. Grazie alle tariffe agevolate per i residenti, spiegano, molti possono raggiungere figli e nipoti portando con sé prodotti tipici dell'isola.
Il giudizio cambia però radicalmente quando affrontano il tema dell'organizzazione aeroportuale. I due lamentano un progressivo peggioramento del servizio, sostenendo che oggi sia necessario presentarsi con largo anticipo rispetto al passato per evitare di trovare il check-in già chiuso. Una rigidità che, secondo il loro racconto, avrebbe già coinvolto numerosi passeggeri, costretti a rinunciare al viaggio nonostante l'aereo fosse ancora a terra.
Nella lettera vengono inoltre evidenziate criticità legate all'assistenza ai viaggiatori e ai collegamenti da e per l'aeroporto, ritenuti insufficienti soprattutto per chi arriva da fuori regione o per le persone con difficoltà motorie.
«È un peccato – scrivono – perché Comiso rappresentava un ponte con i nostri affetti. Oggi, invece, rischia di diventare l'aeroporto della speranza, dove oltre ai soldi del biglietto si perdono anche occasioni preziose per riabbracciare figli e nipoti».
La loro testimonianza si conclude con un appello affinché vengano migliorati i servizi e l'accoglienza nello scalo ibleo, affinché episodi come quello denunciato non si ripetano e l'aeroporto possa continuare a rappresentare un punto di riferimento per i residenti siciliani e per i tanti viaggiatori che scelgono il territorio.
Restiamo a disposizione della direzione dell’aeroporto di Comiso per una eventuale replica.
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