Comandante polizia locale, "PeR" rilancia: "Sindaco riconosca gli errori"

Lo scontro aperto su più fronti

09 luglio 2026 17:45
Comandante polizia locale, "PeR" rilancia: "Sindaco riconosca gli errori" -
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Gela. Le pronunce del Tar Palermo, in questi ultimi giorni, sono diventate humus politico. È accaduto ieri, con l'ordinanza su Poggio Arena, e succede oggi con la sentenza che ha dichiarato illegittimi gli atti di nomina del comandante della polizia locale Massimo Cozzo. Se nel primo caso, il sindaco Terenziano Di Stefano ha voluto far rilevare la posizione, considerata "fallimentare", del gruppo PeR che supporta il comitato di Poggio Arena; adesso, è il segretario regionale di "PeR" Miguel Donegani a prendere la balla al balzo. "Solo ieri – dice – il sindaco ha scelto di attaccare chi, nel pieno esercizio del proprio ruolo politico, ha sollevato dubbi sull’operato dell’Amministrazione, parlando di teatri e di copioni. Oggi, invece, arriva una decisione della giustizia amministrativa che richiama un principio fondamentale: anche chi amministra una città deve rispettare le regole che lo stesso ente si è dato. Secondo quanto riportato nella decisione del tar, infatti, le procedure previste dal regolamento comunale per il conferimento degli incarichi non potevano essere superate, richiamando la necessità che anche gli organi politici rispettino le modalità stabilite dall’amministrazione stessa. Ma c’è un altro elemento che merita una riflessione politica. In questa vicenda, che riguarda un atto importante dell’amministrazione comunale, né il Comune né il soggetto interessato, secondo quanto riportato, hanno ritenuto di costituirsi nel giudizio davanti al tribunale amministrativo. Eppure nello stesso periodo l’amministrazione ha scelto di impegnare risorse pubbliche e affidarsi a un legale per affrontare un contenzioso con cittadini che chiedevano il riconoscimento di un diritto collettivo come l’accesso al mare pubblico”. Secondo Donegani, che ormai ha aperto un solco insanabile nella dialettica a distanza con il primo cittadino, bisogna domandarsi "quali sono le priorità di questa amministrazione? Perché quando un giudice deve valutare la correttezza di un atto amministrativo si decide di non partecipare al confronto processuale, mentre quando sono i cittadini a chiedere tutela dei propri diritti si sceglie la strada del contenzioso? La politica non può trasformare ogni critica in un attacco personale. Chi governa una città deve accettare il confronto, rispondere nel merito e assumersi le proprie responsabilità. Le sentenze non si rispettano solo quando danno ragione: si rispettano soprattutto quando richiamano il potere al rispetto delle regole. Governare significa avere l’umiltà di riconoscere gli errori, correggerli e mettere sempre l’interesse pubblico davanti alle proprie scelte. Gela merita un’amministrazione che ascolti i cittadini, rispetti le regole e non consideri un nemico chi esercita il proprio ruolo di controllo democratico”.

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