Coltivazioni distrutte dal ciclone "Helios", aziende risarcite: "Regione non effettuò manutenzioni"

Le piogge torrenziali del febbraio 2023 fecero esondare i corsi d'acqua che attraversano le aree rurali gelesi e della zona di Acate-Macconi. La forza dell'acqua spazzò via, in poche ore, coltivazioni e intere attività

11 giugno 2026 17:05
Coltivazioni distrutte dal ciclone "Helios", aziende risarcite: "Regione non effettuò manutenzioni" - I danni causati nelle zone rurali gelesi
I danni causati nelle zone rurali gelesi
Condividi

Gela. I campi inondati dai corsi d'acqua esondati e la distruzione di centinaia di coltivazioni, durante il ciclone “Helios” di tre anni fa, sono da addebitare alla responsabilità della Regione Siciliana, per la mancata manutenzione. Il tribunale di Palermo ha riconosciuto il risarcimento integrale dei danni a una sessantina di aziende agricole del territorio, che subirono conseguenze pesanti, la perdita di vaste coltivazioni e di intere strutture produttive. I giudici palermitani hanno prima riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, accogliendo l'azione avanzata, nell'interesse degli operatori colpiti, dagli avvocati Luigi Cinquerrui e Rochelio Pizzardi, e successivamente hanno autorizzato il pagamento integrale, a carico della Regione. Le piogge torrenziali del febbraio 2023 fecero esondare i corsi d'acqua che attraversano le aree rurali gelesi e della zona di Acate-Macconi. La forza dell'acqua spazzò via, in poche ore, coltivazioni e intere attività. Il governo regionale attivò un fondo ma solo per una copertura parziale dei danni. Gli imprenditori gelesi, niscemesi e dell'area ragusana di Acate si sono invece affidati a un'azione giudiziaria, chiamando in causa la Regione, per la mancata manutenzione dei corsi d'acqua e dei sistemi di canalizzazione, spesso ostruiti da detriti e sterpaglie di ogni tipo. “In entrambi i giudizi, nei quali ho assistito le aziende agricole danneggiate, il tribunale di Palermo per poter affermare la responsabilità della Regione Siciliana ha preventivamente accertato che le piogge del febbraio del 2023, sebbene protrattesi per alcuni giorni, non ebbero il carattere dell'eccezionalità e, pertanto, la responsabilità piena ed esclusiva dell'esondazione dei fiumi è stata dal tribunale, confortato dal collegio dei consulenti tecnici di ufficio, attribuita allo stato di abbandono dei fiumi che presentavano sezioni idrauliche insufficienti, invase da vegetazione spontanea che ne riduceva la capacità di deflusso delle acque”, dice l'avvocato Cinquerrui. I legali sono stati assistiti da propri tecnici di parte. “Ancora oggi le aziende danneggiate possono agire per ottenere il risarcimento dei danni subiti dall'esondazione del febbraio del 2023, spero che il risarcimento pervenuto a questi operatori possa dargli, dopo tre anni di attese e sacrifici, una tranquillità economica per riprendere con vigore la loro attività agricola-imprenditoriale che è la vera forza di questo territorio”, dice inoltre l'avvocato Cinquerrui.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela