Cocaina e le armi per vendicarsi di un furto subito, giudizio immediato per i Curva'
La base logistica pare fosse in un garage, nella zona di Baracche
Gela. Sono accusati di aver organizzato un giro di droga piuttosto proficuo, in città, soprattutto attraverso la cocaina, ma anche di aver avuto a disposizione armi. I pm della procura hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato, fissato per il prossimo aprile, nei confronti di quelle che vengono considerate le figure di spicco in un'inchiesta poi ribattezzata da pm e carabinieri "White sheep", il venticinquenne Emanuele Curva' e il padre, Crocifisso Curva'. Giudizio immediato anche per un altro coinvolto, Carmelo Salvatore Curva'. Sono difesi dagli avvocati Francesco Salsetta e Filippo Di Mauro. Sono centinaia gli episodi di spaccio contestati principalmente a Emanuele Curva', che materialmente avrebbe tenuto i rapporti con tanti clienti, alcuni dei quali acquistavano cocaina quotidianamente, come messo in luce dai pm della procura e dai carabinieri. La base logistica pare fosse in un garage, nella zona di Baracche. Le consegne venivano effettuate non solo nelle abitazioni ma, in alcune occasioni, in bar e posti di lavoro. Chi non riusciva a pagare subito, dilazionava il credito, per coprirlo successivamente. Qualcuno chiedeva anticipi sugli stipendi, solo allo scopo di acquistare cocaina. Chat, messaggi e telefonate, tutte monitorate dagli investigatori, erano continue nel corso della giornata. “Pecore”, “baci”, “regalini”, secondo gli inquirenti, erano definizioni appositamente utilizzate per evitare di esporsi ma, nei messaggi, si riferivano alla droga e ai quantitativi richiesti ai pusher. L'inchiesta fu estesa ad altri coinvolti, sei dei quali rimasti a piede libero. A Emanuele Curva' e al padre Crocifisso Curva' gli investigatori addebitano inoltre la disponibilità di armi, un fucile e una pistola, che avrebbero avuto intenzione di utilizzare per vendicarsi di un furto di ovini subito. Per gli inquirenti, avevano pianificato di entrare in azione sparando al bestiame del rivale.
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