Ciclo Timpazzo era già sotto indagine, a giugno dal gup: "Smaltimento non conforme"

Da questa inchiesta emersero elementi che sono stati sviluppati nelle attività della Dda

29 maggio 2026 16:22
Ciclo Timpazzo era già sotto indagine, a giugno dal gup: "Smaltimento non conforme" -
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Gela. La piattaforma integrata di Timpazzo già prima dell'inchiesta, coordinata dalla Dda di Caltanissetta e condotta dai carabinieri, era al centro di forti interessi investigativi. Le prossime settimane, non a caso, saranno importanti non solo rispetto all'evoluzione sulle misure restrittive richieste, tra gli altri, anche per il manager di Impianti Srr Giovanna Picone (il gip deciderà dopo gli interrogatori preventivi) ma inoltre per il procedimento in corso, davanti al gup del tribunale di Gela. Proprio al manager Picone e all'ingegnere Salvatore Parlatore, a sua volta destinatario di richiesta di misura da parte della Dda nissena, vengono contestate accuse sempre afferenti il ciclo del sito di Timpazzo. Da questa inchiesta emersero elementi che sono stati sviluppati nelle attività della Dda. Secondo la procura guidata dal procuratore capo Salvatore Vella, a Timpazzo, almeno dal 2021, sarebbero stati smaltiti rifiuti non conformi di vario tipo, compresi quelli organici e dell'emergenza Covid, e abbandonati nelle aree limitrofe alla vasca E (l'unica attiva nella piattaforma integrata), nei canali di raccolta delle acque piovane e nelle strade di servizio, “rifiuti plastici e rifiuti organici coperti in maniera non idonea e non trattati”. Sullo stato delle due vasche dismesse, da poco passate dalla gestione Ato a quella di Impianti Srr, avrebbe invece influito l'assenza di copertura. I riferimenti di Ato, a loro volta davanti al gup gelese, non avrebbero condotto le attività necessarie di manutenzione delle vasche A-B e C-D, contribuendo alla “fuoriuscita dei rifiuti precedentemente abbancati”, compreso amianto. Sarebbero stati abbandonati, ancora, “cassonetti, materiali e teli dismessi”, e omesse le attività per la raccolta e il trattamento delle acque meteoriche, che raggiungendo il corpo della discarica e i rifiuti “non adeguatamente trattati” avrebbero generato reflui industriali. Più in generale, per i pm della procura di Gela, le presunte omissioni e violazioni, sia per ciò che concerne Impianti Srr sia rispetto all'Ato Cl2 in liquidazione (le accuse vengono mosse pure alle due società), sarebbero alla base del “superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione e di rischio del sito di Timpazzo” incidendo “sul suolo, sull'aria e sulla falda”. Le difese di tutti gli imputati hanno prodotto documentazione tecnica e atti ufficiali della Regione, per certificare tutti i passaggi autorizzativi finalizzati con i relativi decreti. In aula si tornerà a giugno.

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