Ciclo rifiuti, quote e asset da Srr4 ai comuni: trenta giorni per una nuova organizzazione
Appare quasi impossibile ipotizzare che il ciclo territoriale dei rifiuti rimarrà immutato, rispetto all'organizzazione gestionale e alla governance. I comuni sembrano destinati ad assumere un ruolo decisionale ancor più marcato
Gela. Trenta giorni per tracciare la via da seguire in un assetto, rivisto, della governance del servizio rifiuti locale. I due contratti attuativi in scadenza, per i Comuni di Delia e Butera, verranno provvisoriamente prorogati, ma si dovrà definire una diversa impalcatura gestionale complessiva, che chiaramente riguarda anche Gela. Il sindaco Terenziano Di Stefano, nel corso dell'assemblea della Srr4, tenutasi ieri (della quale abbiamo riferito), ha voluto che si desse il via libera allo studio delle soluzioni attuabili, per superare quello che appare un vincolo normativo piuttosto stringente, che difficilmente potrà consentire il rinnovo dei contratti per il servizio in favore della società in house Impianti Srr, controllata interamente dalla Srr4. Il vincolo normativo venne introdotto nel 2022 e sarebbe stato necessario adeguare il sistema territoriale. Così, però, non è stato. “Ora, bisogna trovare le soluzioni e correre ai riparti, in fretta”, sottolinea Di Stefano. La linea sostenuta dal sindaco gelese, che ha le quote maggiori negli equilibri societari della catena territoriale dei rifiuti, va verso l'opzione del trasferimento di tutte le quote e degli asset, dalla Srr4 ai Comuni. In questo modo, sarebbero gli enti comunali dell'ambito a gestire il ciclo dei rifiuti, probabilmente attraverso la stessa Impianti Srr. “Ho fatto mettere a verbale – aggiunge Di Stefano – che il passaggio degli asset non varrà solo per il servizio rifiuti ma per tutta la filiera dell'impiantistica, partendo dalla piattaforma di Timpazzo. La società Srr4 potrà proseguire l'attività per sovraintendere il sistema rifiuti mentre la gestione diretta andrà ai Comuni, con precise quote”. L'esigenza di rinnovare i contratti in scadenza, per il servizio, già settimane fa ha fatto emergere un'evidente sottovalutazione del disposto normativo del 2022. “Non so perché negli scorsi anni la questione non è stata affrontata – dice ancora Di Stefano – personalmente, ho preso contezza della situazione solo da poco e va risolta”. In attesa del parere richiesto ad Anac, appare quasi impossibile ipotizzare che il ciclo territoriale dei rifiuti rimarrà immutato, rispetto all'organizzazione gestionale e alla governance. I comuni sembrano destinati ad assumere un ruolo decisionale ancor più marcato, senza passare dal “medium” della Srr4, il cui cda, fino ad ora, ha assunto le principali determinazioni, pure rispetto ai punti manageriali. Impianti Srr dovrebbe mantenere la propria presenza nelle attività del servizio e dell'impiantistica ma rispondendo ai comuni e ai sindaci, sulla base del peso delle quote. E' evidente che il Comune di Gela ritroverebbe un ruolo di riferimento, essendo l'ente più grande di tutto l'ambito, sul cui territorio sono presenti gli impianti della filiera. Tra le ipotesi sul tavolo, pure quella della costituzione di una nuova società, con l'addio a Impianti Srr. Questa, per ora, sembra la direzione più complessa da intraprendere, almeno nel breve periodo.
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