"Centrodestra superi divisioni, con Scerra ho parlato", Pellegrino: "Città? Morgana si dimetta"
Il consigliere un monito lo lancia anzitutto ai suoi alleati di centrodestra. Infine, è convinto che le difficoltà politiche interne alla maggioranza non saranno superate a stretto giro
Gela. “Le invettive mediatiche non servono a nulla. Le amministrative si sono chiuse quasi due anni fa”. Il consigliere comunale di “Avanti Gela” Gabriele Pellegrino, nel 2024, supportò la scissione dal centrodestra con “Alleanza per Gela”, appoggiando l'ex consigliere comunale Salvatore Scerra, allora candidato a sindaco. L'esito del primo turno, con lo stesso Scerra che non riuscì a giungere al ballottaggio, spinse poi Pellegrino nuovamente nel suo alveo politico di sempre, quello del centrodestra ufficiale, con il pieno sostegno all'ingegnere Grazia Cosentino, poi battuta dal sindaco Terenziano Di Stefano. Il centrodestra, a due anni di distanza, sembra falcidiato da rancori e distanze nette, come dimostra il dibattito pubblico degli ultimi tempi. “Rimanere fossilizzati è un errore enorme – sottolinea Pellegrino – il centrodestra locale deve solo cercare l'unità e tutti dovremmo sederci intorno a un tavolo per capire come predisporre una strategia per le prossime elezioni regionali. Dobbiamo puntare a far eleggere rappresentanti della nostra città. Cosa accadde due anni fa? E' piuttosto semplice, il centrodestra dei partiti non ci coinvolse. Non contattò mai i nostri movimenti, sempre di centrodestra. Venne imposto un nome per la candidatura a sindaco, senza alcuna consultazione. Noi non abbiamo mai contestato la persona dell'ingegnere Grazia Cosentino, che stimo e mi dispiace che abbia dovuto lasciare il consiglio comunale, seppur le sentenze vadano sempre rispettate. In quel frangente, noi non condividemmo il metodo usato. Ma parliamo di due anni fa. Bisogna andare avanti altrimenti il centrodestra locale sarà nuovamente destinato alla sconfitta. Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”. Pellegrino, a differenza di altri esponenti di “Alleanza per Gela”, per il ballottaggio del 2024, pubblicamente, anticipando pure gli altri pezzi della coalizione, annunciò il suo sostegno a Cosentino. “Lo rifarei altre mille volte – precisa – quella è da sempre la mia area politica”. Altri alleati optarono per Di Stefano, tra tutti lo stesso Scerra (con un'intesa confermata solo a urne chiuse) e l'ex presidente del civico consesso Salvatore Sammito, che alla luce del sole comunicò la sua decisione. I rapporti tra Pellegrino e Scerra andarono incontro al gelo quasi totale. “Ci siamo detti ciò che dovevamo, intorno a un tavolo – aggiunge Pellegrino – a Scerra mi lega un'amicizia ventennale. Lui fece altre scelte, due anni fa, ma parliamo appunto di vicende superate”. Il consigliere, che non si è finora collocato in nessun partito, guarda alla situazione amministrativa. “Tutti sapevamo cosa avrebbe trovato l'amministrazione comunale, appena insediata, indipendentemente dal colore politico. Però, ci sono tanti aspetti che non vanno. Il caso di via Colombo, con l'obbrobrio messo in piedi dall'assessore Simone Morgana - dice inoltre - per noi dell'opposizione è un affronto a una città in dissesto. Non ci ha mai dato risposte e chiederò le sue dimissioni. Non si può intervenire con fondi pubblici per cercare di riparare ciò che già non andava bene. Può farlo a casa propria. Per il resto, ci sono tanti cantieri in corso e spero che la proroga possa arrivare altrimenti sarebbe grave rimanere con opere a metà e dover restituire le somme. Il decoro urbano scarseggia. La città non è pulita. Qualcosa si vede sulle manutenzioni stradali ma è ancora poco e peraltro con risorse limitate a disposizione, a causa del dissesto. Il Pudm lo aspettiamo da mesi”. Pellegrino, infine, è convinto che le difficoltà politiche interne alla maggioranza non saranno superate a stretto giro. “Lo dissi in tempi non sospetti – continua – man mano che si avvicineranno le scadenze elettorali, soprattutto quelle per le regionali, ognuno cercherà visibilità. Il sindaco deve affrontare il problema Pd, che con sei consiglieri comunali è oggettivamente sottodimensionato nella rappresentanza in giunta. Ci sono, in questa maggioranza, troppe anime differenti”. Il consigliere un monito lo lancia anzitutto ai suoi alleati di centrodestra, nel tentativo di riprendere un dialogo smarrito già prima delle urne del ballottaggio di due anni fa. Non manca di fare l'ultimo inciso. “Dove si collocherà il nostro gruppo politico? Sicuramente, nel centrodestra. Senza sorprese”, conclude.
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