"Centrodestra scelse Cosentino, sentenza conferma disastro", Scerra: "Elezioni dopate, oggi vuoto totale"
Secondo Scerra, l'unico vero leader del centrodestra in città e non solo è una sorta di vuoto, quasi totale.
Gela. La decisione della Corte d'appello di Caltanissetta, per l'ex candidato a sindaco e consigliere comunale, Salvatore Scerra, non è solo una pronuncia meramente di diritto e formale ma anche una piena bocciatura delle scelte condotte, due anni fa, dai partiti di centrodestra. Quelle segreterie, alcune delle quali oggi al centro anche di pesanti vicende giudiziarie, decisero di puntare sull'ingegnere Grazia Cosentino, ieri dichiarata decaduta dai giudici, senza scommettere sulla corsa dello stesso Scerra, che optò per dare vita alla scissione di "Alleanza per Gela. "La sentenza sull’incompatibilità della candidata sindaco del centrodestra alle ultime amministrative non è soltanto un passaggio giudiziario. È soprattutto un fatto politico. Le vicende che hanno travolto il centrodestra locale non rappresentano episodi isolati ma la fotografia impietosa di una classe dirigente che da anni ha smarrito senso politico, responsabilità e rispetto verso la città. La sentenza che ha dato ragione al ricorso di Paolo Cafa' sull’incompatibilità della Cosentino, candidata sindaco del centrodestra alle ultime amministrative e presentata allora come il simbolo della competenza, rappresenta oggi un passaggio che non può essere ignorato. Sia chiaro - dice Scerra - non c’è nulla di personale nei confronti dell’ingegnere Cosentino. Il tema non è la persona ma una scelta politica che sin dall’inizio appariva discutibile e che oggi viene definitivamente chiarita da una sentenza. Oggi quella parola, competenza, suona quasi come una beffa. Perché la sentenza parla chiaramente di un soggetto costantemente in conflitto di interessi, un elemento che era noto e contestato ben prima della presentazione delle liste. Eppure i partiti del centrodestra decisero di tirare dritto, ignorando ogni obiezione e blindando una candidatura che oggi si rivela, alla luce dei fatti, politicamente disastrosa. La verità è semplice: chi allora denunciò quell’errore aveva ragione. Oggi lo certifica una sentenza. Eppure nessuno ha chiesto scusa. Nessuno. Non a me, che pure sono stato politicamente danneggiato da quella scelta. Ma soprattutto alla città, che è stata trascinata dentro una partita politica giocata con superficialità, arroganza e logiche di apparato". Secondo Scerra, l'unico vero leader del centrodestra in città e non solo è una sorta di vuoto, quasi totale. "La cosa più sorprendente è che nulla sembra essere cambiato. Gli stessi protagonisti di quelle scelte continuano a comportarsi come statisti, spalleggiandosi a vicenda e facendo finta che nulla sia accaduto. Come se il problema non esistesse. Ma il problema esiste eccome. Il centrodestra gelese ha mostrato tutta la sua mediocrità politica: incapace di scegliere un candidato realmente rappresentativo dell’area moderata e prigioniero di equilibri interni che nulla hanno a che vedere con l’interesse della città. La vicenda giudiziaria di Michele Mancuso, inoltre, apre inevitabilmente una nuova fase anche negli equilibri provinciali. Per anni, il centrodestra aveva riferimenti chiari. Oggi invece si ritrova senza una guida e senza una visione. Un centrodestra smarrito. Se davvero si vuole ripartire, la strada è una sola: fare mea culpa. Ma soprattutto avere il coraggio di azzerare una classe dirigente che ha fallito. Le segreterie regionali - aggiunge - dovrebbero prenderne atto e aprire una stagione nuova, dando spazio a nuove energie e a nuove generazioni politiche. Perché continuare a difendere l’indifendibile non è segno di lealtà politica. È solo il modo più rapido per accompagnare definitivamente il centrodestra gelese verso la sua irrilevanza. In quella stessa competizione elettorale ero anch’io candidato. Arrivai terzo, al termine di una campagna dura e combattuta che, alla luce dei fatti emersi oggi, assume inevitabilmente contorni diversi. Non ho mai nascosto la sensazione che quelle elezioni siano state in qualche modo dopate da scelte politiche discutibili. Colgo però l’occasione per rinnovare, ancora una volta, il mio ringraziamento sincero a tutti gli uomini e le donne che mi hanno sostenuto in quella battaglia politica con passione, impegno e fiducia. Un sostegno che porto con rispetto e gratitudine, e che oggi, alla luce dei risvolti emersi, lascia forse anche un sapore più amaro". Un vuoto di leadership e di strategie, nel centrodestra, che secondo Scerra non può che avvantaggiare il sindaco Terenziano Di Stefano. "In questo quadro di confusione e di assenza di autocritica, l’unico vero beneficiario di questa situazione è l’attuale sindaco progressista Di Stefano. Se il centrodestra continuerà a rimanere prigioniero degli stessi errori e delle stesse logiche - conclude - il rischio concreto è che consegni alla città una lunga stagione di governo senza una reale alternativa. Quando la politica ignora i problemi per arroganza, prima o poi è la realtà a presentare il conto". Lo stesso Scerra, due anni fa, a conclusione del ballottaggio comunicò di aver supportato l'attuale primo cittadino, sulla base di un patto elettorale che ancora oggi pare essere attuale seppur non sia mai sfociato in un impegno amministrativo dell'ex consigliere comunale o di esponenti del suo gruppo.
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