Caso Timpazzo, l'inchiesta e le accuse mosse al management: convocata assemblea della Srr4
Si dovrà fare il punto sulla vicenda Timpazzo e sulle gravi accuse che vengono mosse all'amministratore di Impianti Srr, l'ingegnere Giovanna Picone, a tecnici e responsabili d'area
Gela. Il contenuto degli interrogatori preventivi, nell'inchiesta su presunti illeciti nel ciclo dei rifiuti della discarica Timpazzo, sarà valutato dal gip del tribunale di Caltanissetta, che oggi, fino a sera, ha sentito i cinque indagati nei cui confronti i pm della Dda nissena, che coordinano l'indagine, hanno avanzato richiesta di misura. I magistrati, inoltre, ritengono necessario il sequestro della società Impianti Srr, che gestisce la piattaforma di Timpazzo e il servizio rifiuti nei comuni dell'area sud della provincia e a Piazza Armerina. L'attività di approfondimento investigativo, che va avanti da alcuni anni, affidata ai carabinieri, fino a oggi non ha determinato interventi ufficiali dei sindaci della Srr4, che controllano direttamente Impianti Srr. Probabilmente, si preferisce attendere eventuali provvedimenti del gip. Già la scorsa settimana, non appena le prime indiscrezioni sono emerse, poi confermate, il sindaco gelese Terenziano Di Stefano ha ribadito l'esigenza che la filiera dei rifiuti, sul territorio, sia incentrata su “legalità e trasparenza”. Proprio Di Stefano ha fatto richiesta ufficiale di una riunione dell'assemblea dei sindaci. Il presidente del cda Gianfilippo Bancheri ha accolto l'iniziativa e l'ha indetta, in settimana. Si dovrà fare il punto sulla vicenda Timpazzo e sulle gravi accuse che vengono mosse all'amministratore di Impianti Srr, l'ingegnere Giovanna Picone, ai tecnici Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore e ai responsabili d'area Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. Un'indagine che si è concretizzata, con le richieste di misura, mentre i sindaci dovrebbero affrontare il futuro del servizio rifiuti, che non può più dipendere dal rapporto diretto tra Srr e Impianti Srr. Quella della gara d'appalto è una strada che appare quasi inevitabile e che dovrebbe portarsi dietro non solo le attività di raccolta ma pure la filiera impiantistica (tutta sul territorio di Gela), tra le più consistenti in Sicilia, di fatto facendo venire meno il ruolo dell'in house Impianti Srr.
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