Caso Timpazzo, Di Stefano e i cinquestelle: "Governo regionale assente, Schifani venga nella discarica"

In videocollegamento, il sindaco Terenziano Di Stefano

30 giugno 2026 15:30
Caso Timpazzo, Di Stefano e i cinquestelle: "Governo regionale assente, Schifani venga nella discarica" - Il sindaco Terenziano Di Stefano intervenuto in videocollegamento
Il sindaco Terenziano Di Stefano intervenuto in videocollegamento
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Gela. Timpazzo e l'inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari l'ex management di Impianti Srr, la società in house che gestisce la piattaforma integrata, ancora una volta oggetto di disamina da parte dei vertici regionali del Movimento cinquestelle, che hanno tenuto una conferenza stampa. In videocollegamento, il sindaco Terenziano Di Stefano che punta verso le responsabilità del governo regionale. "I cittadini gelesi- ha detto Di Stefano- si sentono abbandonati dal governo regionale. Mi tocca constatare l’assenza ingiustificata del governo Schifani e della sua maggioranza anche davanti a un caso così eclatante, come quello di Timpazzo, scoperchiato dalla magistratura. Dico no alla svendita del territorio e difenderò sempre i cittadini gelesi. Da mesi, chiediamo che il presidente della Regione venga a Gela a visitare l'impianto per constatare con i propri occhi l’impatto devastante sul territorio. Ancora oggi purtroppo da Palermo arriva solo un colpevole silenzio”. Sulla stessa linea il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola. "Timpazzo è la punta dell’iceberg di un sistema fallimentare targato Schifani che si stava sgretolando da tempo, sotto il peso di scelte politiche sbagliate, di una programmazione incoerente e di una gestione emergenziale che è diventata la normalità. Il Movimento cinquestelle aveva già depositato un’interrogazione e denunciato pubblicamente il raddoppio dei conferimenti a Timpazzo prima ancora che la magistratura aprisse l’inchiesta. Il sequestro della Dda di Caltanissetta conferma ciò che l’opposizione sostiene da tempo, un vero e proprio sistema Schifani in tema di gestione dei rifiuti. Il governo Schifani ha puntato tutto su due grandi termovalorizzatori - ha spiegato Di Paola - agitandoli come soluzione finale e non ha previsto nulla per la fase intermedia. Nel frattempo, le discariche disponibili erano già sature, quelle nuove non erano state pianificate, la raccolta differenziata era ferma ben al di sotto degli obiettivi europei e i pochi impianti esistenti venivano caricati oltre ogni limite mediante ordinanze in deroga. La nostra soluzione è quella che sosteniamo da tempo, ovvero, creare una rete di impianti di prossimità, pubblici o con controllo pubblico effettivo, diffusi sul territorio regionale e dimensionati sugli Ambiti territoriali ottimali. Concretamente, questo significa dare assoluta priorità agli impianti di digestione anaerobica per la frazione organica, che rappresenta la componente più significativa della raccolta differenziata e per la quale la Sicilia è oggi praticamente priva di sufficiente capacità di trattamento. Significa investire nelle piattaforme di selezione avanzata per carta, plastica, vetro e metalli. Abbiamo le competenze e la volontà politica di rivoluzionare in questi termini il sistema regionale dei rifiuti non appena saremo al governo dell’Isola, scalzando il centrodestra e la loro gestione fallimentare”. Giampiero Trizzino ha posto il rischio di un sovraccarico degli impianti per la frazione indifferenziata, sull'isola. "La rete impiantistica siciliana per i rifiuti indifferenziati - ha aggiunto - si trova sull’orlo di un collasso strutturale, con le discariche destinate ad esaurirsi definitivamente nel giro di pochi anni. In definitiva, tra l’esaurimento definitivo delle discariche disponibili e l’effettiva accensione dei termovalorizzatori si aprirà un vuoto".

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