Caso Fava e non solo, "PeR" alla maggioranza: "Dimostra insofferenza verso ogni critica"
Secondo il gruppo "PeR-Controccorente", che parte già dal recente precedente del consigliere Paolo Cafa', la maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano ha un problema di accettazione della critica politica
Gela. Le opposizioni fanno fronte comune a Palazzo di Città e così capita che i progressisti di "PeR-Controccorrente" si ritrovino sulla stessa linea di Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Ancora una volta, la vicenda è quella dei toni fin troppo accesi usati dal vicesindaco Giuseppe Fava nei confronti dei consiglieri di centrodestra Sara Cavallo e Antonella Di Benedetto. Le scuse pubbliche del vicesindaco e del suo partito, il Pd, non bastano. Secondo il gruppo "PeR-Controccorente", che parte già dal recente precedente del consigliere Paolo Cafa', sentitosi preso di mira durante la presentazione della sua interrogazione su Poggio Arena, la maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano ha un problema di accettazione della critica politica. "Ho letto le dichiarazioni con cui il vicesindaco ha riconosciuto l’errore nei modi e ha espresso le proprie scuse. Riconoscere quando si sbaglia è sempre un segnale di responsabilità. Ma questa vicenda dovrebbe essere soprattutto un’occasione di riflessione. Non solo sul singolo episodio, ma sull’approccio che questa amministrazione ha mostrato, in più occasioni, nei confronti del ruolo dell’opposizione. Negli ultimi mesi, infatti, abbiamo assistito a episodi in cui critiche, interrogazioni e perfino proposte costruttive sono state accolte con insofferenza, spostando troppo spesso il confronto dagli argomenti alle persone. Cambiano i toni, cambiano i protagonisti, ma il rischio resta lo stesso: vivere il controllo democratico come un attacco personale, anziché come una funzione essenziale delle istituzioni. L’opposizione non è un fastidio da sopportare. È una componente fondamentale della democrazia. Controllare gli atti dell’Amministrazione, evidenziare criticità e avanzare proposte alternative è il mandato che i cittadini affidano ai propri rappresentanti. Una maggioranza forte non è quella che pretende il consenso, ma quella che ascolta le critiche, si confronta e risponde nel merito. Se il confronto riguarda due consigliere comunali, il tema del rispetto assume una sensibilità ancora maggiore. Il rispetto non è una cortesia: è un dovere per chi ricopre un incarico pubblico", dice il leader "PeR" Miguel Donegani. L'ex parlamentare Ars, oggi anche responsabile organizzativo "Controcorrente", richiama la Costituzione. "Mi auguro che quanto accaduto rappresenti un punto di svolta e l’occasione per costruire un rapporto diverso tra maggioranza e opposizione, fondato sul rispetto reciproco e sul confronto nel merito. La qualità della democrazia non si misura da come una maggioranza tratta chi la sostiene, ma da come rispetta chi ha il compito di controllarla, criticarla e proporre alternative. Le istituzioni appartengono ai cittadini. E chi ha l’onore di rappresentarle ha il dovere di dare il buon esempio", conclude Donegani.
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