"Caso commissione si può superare", Di Stefano: "Mai promesso azzeramento, ora sarebbe folle"
Davanti a un'evoluzione di maggioranza, segnata da diffidenze, plateali o meno, il sindaco traccia una direttrice piuttosto chiara. Su Morselli sottolinea "non si può mettere in discussione un assessore che lavora dalla mattina alla sera"
Gela. Le montagne russe politiche di questi ultimi giorni, nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano, sembrano avere coloriture interpretative differenti, a seconda di chi le valuta. Ieri, gli alleati del primo cittadino, in consiglio, si sono divisi e i dem hanno lasciato l'aula consiliare, contrariati dal modus del presidente della commissione bilancio Vincenzo Tomasi. "È una questione che attiene a una commissione e ai rapporti tra i consiglieri di quella commissione - dice il sindaco Terenziano Di Stefano - io sono pronto a presenziare al confronto per risolvere il problema che si è posto. Parliamo del ruolo di un presidente di commissione e di quello di un componente che ha lavorato al regolamento. Posso dire che tutti i consiglieri di quella commissione hanno profuso impegno per un regolamento, quello sulla definizione agevolata dei tributi locali, importante per la città e per il nostro ente. Non nascondo che ci siano state difficoltà ma le ritengo legate alla vicenda di commissione". Quella del sindaco, che fino a oggi ha sempre mantenuto gli assetti politici del suo governo cittadino, non è una disamina di comodo, solo al fine di ridimensionare tensioni interne. Il capo dell'amministrazione conosce i segnali che sono arrivati in questo periodo. "Lo so bene - aggiunge - però, fin da prima della formazione delle liste per le amministrative, abbiamo sempre deciso che ogni problema tra alleati andava affrontato partendo dalle segreterie dei partiti, che in questa vicenda della commissione bilancio si stanno facendo sentire. Ho sempre dato massima disponibilità a confrontarmi con le segreterie e continuerò a farlo". Di Stefano è ben conscio che nella sua squadra di governo c'è chi, più di altri, attira l'attenzione politica degli alleati, come nel caso dell'assessore, in quota M5s, Romina Morselli, direttamente o indirettamente spesso richiamata nei "pensieri" di alcuni gruppi di maggioranza. "Una persona non può essere messa in discussione perché sta lavorando dalla mattina alla sera, come fanno del resto tutti gli altri assessori - dice inoltre il sindaco - il fatto che possa essere in vista per il lavoro amministrativo che porta avanti non può diventare un fattore di critica o di svantaggio. Poi, ognuno può avere un proprio modo di rapportarsi con la gente". Davanti a un'evoluzione di maggioranza, segnata da diffidenze, plateali o meno, il sindaco traccia una direttrice piuttosto chiara. "A oggi, le segreterie dei partiti non mi hanno segnalato nulla - continua - tutti gli assessori stanno lavorando senza risparmiarsi e c'è una piena rappresentanza in giunta. L'azzeramento? Non l'ho mai promesso a nessuno. In un momento così delicato sarebbe una follia. Non sono uno sprovveduto. Un azzeramento sarebbe possibile solo dopo aver pianificato un quadro preciso per andare avanti. È assurdo azzerare per condurre consultazioni tra gli alleati. La città non ha alcun interesse verso questi temi. Ai cittadini interessano i servizi e una città che possa essere a loro misura. Noi lavoriamo per questo. Se poi, invece, ci sarà l'opportunità di sedersi e di trovare la quadra per proseguire, si potrebbe pensare di rimodulare".
13.2°