Caponetti: "Sono stato sempre certo della mia correttezza, antiracket è stata isolata"

Non nasconde, però, un certo turbamento per quanto accaduto e per l'isolamento dell'associazione antiracket locale

23 luglio 2026 17:51
Caponetti: "Sono stato sempre certo della mia correttezza, antiracket è stata isolata" - Renzo Caponetti
Renzo Caponetti
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Gela. L'ex presidente dell'associazione antiracket, Renzo Caponetti, oggi assolto, insieme alla moglie, dalle accuse di truffa che gli venivano mosse per l'ottenimento di un finanziamento destinato alle vittime di usura e racket, ribadisce di essere stato sempre certo della propria correttezza. “Sono stato presidente dell'associazione antiracket “Giordano” dal 2005 al 2022, nel 2019 ho inoltrato, tramite e con il supporto della Fai-Federazione delle Associazioni Antiracket e Antiusura Italiane, istanza di accesso al fondo di solidarietà per ottenere l'elargizione prevista dalla Legge 44/1999 in favore degli operatori economici, facenti parte di associazioni antiracket, vittime di intimidazione ambientale. Il beneficio mi è stato concesso con il parere favorevole delle forze di polizia e a seguito di una rigorosa attività istruttoria degli organismi della prefettura e dell’ufficio del commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura di Roma. La concessione del beneficio è stata oggetto di procedimento penale da parte della procura della Repubblica di Gela a seguito delle dichiarazioni di un soggetto portatore di un forte astio nei miei confronti per essere stato da me invitato a dimettersi dagli incarichi da lui ricoperti nel movimento antiracket perché coinvolto in vicende giudiziarie. In questi anni – dice - certo dell'assoluta estraneità ai fatti che mi venivano contestati, da subito affermata dal tribunale del riesame di Caltanissetta che ha annullato il provvedimento di sequestro per insussistenza di indizi di colpevolezza, ho atteso con serenità e fiducia nella magistratura giudicante l'esito del giudizio dì merito, affidandomi alla competenza dei miei difensori, gli avvocati Mario Ceraolo e Rosario Pennisi, ai quali va il mio ringraziamento per la qualificata assistenza che, facendo emergere la verità dei fatti, ha condotto oggi all'assoluzione mia e di mia moglie”. Non nasconde, però, un certo turbamento per quanto accaduto e per l'isolamento dell'associazione antiracket locale. “Oggi, nel ringraziare quanti non hanno mai fatto mancare la loro vicinanza e sostegno, mi resta il dispiacere per gli ingiusti effetti prodotti da questo procedimento penale sull'operatività dell’associazione antiracket di Gela, che hanno determinato l'indebolimento di uno dei più importanti presidi di legalità del paese e l'isolamento degli associati, operatori economici alla cui tutela – conclude Caponetti - mi sono da sempre dedicato in un territorio flagellato dal fenomeno mafioso”.


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