Campagne a secco, rassegnazione monta: "Cimia sarà svuotata ma l'acqua non andrà nei campi"

Tra risorse idriche al lumicino e prezzi dei prodotti ridotti al minimo, per tante aziende locali andare avanti è una sfida quasi impossibile

18 giugno 2026 18:49
Campagne a secco, rassegnazione monta: "Cimia sarà svuotata ma l'acqua non andrà nei campi"  -
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Gela. Quello della scarsità atavica delle risorse idriche per le aree rurali locali, ormai, non è solo l'ennesimo grido di allarme ma una realtà conclamata, con la quale migliaia di operatori e aziende del territorio devono fare i conti. Gli interventi di manutenzione, peraltro assai sporadici, servono a poco, nell'attesa, spesso vana, di un piano drastico di intervento per le dighe, quasi del tutto fuori uso. La rassegnazione degli imprenditori del settore e degli operatori è palpabile. Se, ufficialmente, dalla Regione fanno sapere che i bacini artificiali dell'isola potranno garantire piena copertura delle esigenze produttive, la realtà locale appare ben diversa. A fine mese sarà svuotata interamente la diga Cimia, per permettere lavori commissionati dalla Regione. “Nonostante tutto, l'acqua andrà interamente in mare – dice Liborio Scudera che da anni porta avanti le rivendicazioni degli imprenditori agricoli locali – c'è una direttiva ben chiara dalla Regione, vista l'esigenza di svuotare la diga, ovvero dare l'acqua ai campi e agli agricoltori, anche regalandola. Però, il Consorzio di bonifica dimostra di non avere più operatori in grado di effettuare le manovre per far arrivare l'acqua ai nostri campi”. Secondo Scudera, “molto spesso le condotte si rompono anche per la poca esperienza nelle manovre da compire da parte degli operatori del Consorzio. Dispiace dirlo ma è così. Chiaramente, sono i produttori e i lavoratori del comparto a pagare le conseguenze più pesanti”. Insomma, quella dell'acqua, nelle campagne senza dighe efficienti, è un vertenza a tempo indeterminato. “Noi ringraziamo l'amministrazione comunale, l'assessore regionale Sammartino e il parlamentare regionale Scuvera, per l'impegno che ci mettono – conclude Scudera – però, prevedere investimenti o un piano delle traverse serve a poco quando poi la realtà quotidiana per noi operatori è ben diversa, senza acqua neanche quando la potremmo avere a costo zero”. Tra risorse idriche al lumicino e prezzi dei prodotti ridotti al minimo, per tante aziende locali andare avanti è una sfida quasi impossibile.

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