"Buttato fuori dal pronto soccorso", professionista: "Trattato come un sacco di patate"

Gela. Per lui, non c’è posto al pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele” e l’avvocato Giuseppe Nicosia denuncia quello che sta accadendo nella struttura di Caposoprano, al tempo dell’emergenz...

A cura di Redazione Redazione
06 novembre 2020 21:27
"Buttato fuori dal pronto soccorso", professionista: "Trattato come un sacco di patate" -
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Gela. Per lui, non c’è posto al pronto soccorso dell’ospedale “Vittorio Emanuele” e l’avvocato Giuseppe Nicosia denuncia quello che sta accadendo nella struttura di Caposoprano, al tempo dell’emergenza Covid. Solo qualche ora fa è stato colto da dolori insopportabili alla cervicale, che hanno costretto i collaboratori del suo studio professionale a chiedere l’intervento di un’ambulanza. Sono stati operatori di Niscemi a prestargli i primi soccorsi e a trasferirlo in ospedale, dove però il professionista è stato letteralmente respinto. Secondo il medico di turno e il primario del pronto soccorso, non sarebbe dovuto neanche arrivare. “Sono stato addirittura offeso e duramente apostrofato – dice mentre si trova ancora all’interno dell’ambulanza che lo ha trasporto – il medico e il primario hanno redarguito e offeso anche gli operatori che mi hanno assistito. Sono stato costretto a chiedere una flebo, ma in ambulanza. Il tampone lo hanno effettuato dopo oltre un’ora. E’ questo il modo di trattare i pazienti? Devo ringraziare solo gli operatori che si sono dimostrati veramente professionali”. Nicosia ha già deciso di presentare un reclamo ufficiale alla direzione del nosocomio e ribadisce che il caos di questo periodo rischia di pesare sulla salute dei pazienti.

“Ho avuto bisogno di immediate cure e per tutta risposta sono stato trattato come un sacco di patate – aggiunge – buttato fuori perché secondo questi medici non ero da considerare un caso grave. E’ inaudito che un paziente possa essere offeso solo perché chiede cure. Ho deciso di denunciare quanto accaduto, anche per dare voce a chi, probabilmente, è già stato trattato in questo modo ma non ha potuto reclamare”. Nel momento in cui scriviamo, il professionista era ancora all’interno dell’ambulanza, fuori dal pronto soccorso.

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