Bloccata corsa clandestina di cavalli, disposti rinvii a giudizio: cade una delle contestazioni
Partì un'indagine, condotta dalla procura di Gela, che oggi ha portato alle prime decisioni del giudice dell'udienza preliminare
Gela. Tre anni fa, furono gli agenti di polizia a bloccare una corsa clandestina di cavalli, lungo via Serbatoio, a Niscemi. Vennero identificati i partecipanti e i presunti organizzatori. Partì un'indagine, condotta dalla procura di Gela, che oggi ha portato alle prime decisioni del giudice dell'udienza preliminare. Per quanto concerne l'organizzazione della gara e l'impiego dei cavalli, il gup ha disposto il rinvio a giudizio. Una pronuncia di non luogo a procedere, invece, è stata emessa per l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio: i poliziotti intervenuti ritennero che partecipanti e pubblico a seguito avessero bloccato l'arteria viaria, con scooter e altri mezzi. Le contestazioni della procura hanno riguardato, in totale, ventinove imputati, tutti niscemesi. Rispetto alla vera e propria organizzazione della corsa clandestina e all'impiego dei cavalli le accuse sono state mosse a Salvatore Barone, Giuseppe Barone, Filippo Tramontana, Gaetano Cannizzo, Alex Cannizzo, Paolo Correnti e Giuseppe Morreale. Agli altri coinvolti è stato addebito il solo capo di accusa di interruzione di pubblico servizio, che è venuto meno con una pronuncia assolutoria emessa dal giudice Roberto Riggio. Era contestato a Michael Tramontana, Rocco Sentina, Salvatore Sciacca, Emanuele Sciacca, Giorgio Samuleti, Salvatore Rizzo, Marco Ravalli, Giovanni Pisano, Salvatore Pepi, Giovanni Pepi, Antonino Pardo, Salvatore Ferrante, Gioacchino Ferrante, Antonio Di Vincenzo, Giuseppe Di Noto, Rosario Di Liberto, Francesco Cutrona, Carmelo Cultraro, Salvatore Centorbi, Rosario Cannizzo, Giovanni Cannata e Luca Alario. Diversi imputati, per il tramite dei loro legali, hanno fatto richiesta di messa alla prova e di riti alternativi. La procura ha indicato il rinvio a giudizio. I pm gelesi e le forze dell'ordine sono molto impegnati nel monitorare questo tipo di attività illecite che mettono a rischio l'incolumità degli animali utilizzati. Fra i difensori, gli avvocati Francesco Enia, Luigi Cinquerrui, Francesco Iannì, Roberto Salerno, Francesca Granvillano, Angelo Gaccione, Pietro Stimolo, Salvatore Rinaudo, Angela Tizza, Antonio Muscia, Aurelio Lattaferro, Francesco Mascali, Concetta Di Pietro, Massimo Alì e Concetta Gagliano.
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