Bioraffineria, sì Comune al progetto per la rigenerazione delle terre esauste
Attualmente, sia le terre esauste sia le acque acide vengono dirottate allo smaltimento
Gela. Il provvedimento unico, richiesto dai vertici della bioraffineria Eni, è stato appena rilasciato dagli uffici comunali del Suap. E' un passaggio necessario per andare avanti con il progetto di realizzazione di un impianto di rigenerazione delle terre esauste, tecnicamente indicate come terre di bleaching, che fanno parte del ciclo produttivo della bioraffineria per alimentare il sistema ecofining. Il provvedimento comunale è stato richiesto per i primi interventi nel sito. Eni punta in questo modo a un ciclo che conduca al riuso delle terre esauste e delle acque in uscita dall'unità di degumming. Attualmente, sia le terre esauste sia le acque acide vengono dirottate allo smaltimento. Con l'impianto previsto nell'isola 5 del sito di contrada Piana del Signore, si prevede di abbattere la percentuale di smaltimento, riducendo la soglia dei rifiuti prodotti. Per gli uffici comunali del Suap, dopo le verifiche della documentazione tecnica, non sussistono impedimenti al rilascio del provvedimento unico autorizzativo. Tutte le carte progettuali sono state al vaglio inoltre degli uffici ministeriali competenti. “Il seguente progetto ha lo scopo di rigenerare e riutilizzare le terre esauste e di trattare le acque gommose da degumming per migliorarne la qualità in modo tale da poter essere in acque superficiali, riducendo l’impatto ambientale della raffineria e i costi di smaltimento”, viene riportato nelle relazioni trasmesse al ministero dell'ambiente che fanno richiamo anche alla gestione del biogas generato dal processo.
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