Bilancio, escluso percorso lungo da cinque anni: Di Stefano, "preconsuntivi pronti da inviare"
Sindaco e alleati non hanno mai sottaciuto il peso enorme di gestire l'ente municipale con tutti i vincoli imposti dal dissesto e senza poter attingere a risorse finanziarie che invece sarebbero molto importanti, anzitutto per i servizi di base
Gela. Chiudere l'iter, molto complesso, nei tre anni e non lungo lo spazio di cinque anni. Non ci saranno variazioni nella strategia definita dall'amministrazione comunale sul fronte del bilancio stabilmente riequilibrato. Dopo mesi di silenzio ministeriale, negli scorsi giorni una nota, inviata proprio dagli uffici romani, ha posto l'esigenza di integrare gli atti già inoltrati da Palazzo di Città, all'indomani dell'approvazione dello strumento finanziario, in consiglio comunale. L'assise civica si pronunciò a dicembre dello scorso anno. In una condizione di dissesto, spetta al ministero dell'interno pronunciarsi definitivamente. L'opzione di un percorso più lungo è stata nuovamente avanzata nella nota ma l'amministrazione comunale andrà avanti seguendo il programma iniziale. “Non avrebbe senso mutare direzione proprio adesso”, spiega il sindaco Terenziano Di Stefano che ha la delega al bilancio. I tre preconsuntivi richiesti da Roma, quelli per le annualità 2022, 2023 e 2024, “sono già pronti”, precisa il sindaco. Bisognerà trasmettere, entro i prossimi sessanta giorni, pure l'ipotesi di bilancio 2022-2024 nella versione analitica Peg e il rendiconto di gestione 2021, sempre nella stessa versione. “Ritengo che si possa completare il tutto entro trenta giorni e non sessanta – continua Di Stefano – stiamo portando avanti le attività di verifica”. Chiudere il capitolo del bilancio stabilmente riequilibrato entro i prossimi mesi, con l'eventuale assenso ministeriale, fornirebbe uno spazio determinante per risanare e superare il dissesto dichiarato due anni fa, con la precedente amministrazione comunale. Sindaco e alleati non hanno mai sottaciuto il peso enorme di gestire l'ente municipale con tutti i vincoli imposti dal dissesto e senza poter attingere a risorse finanziarie che invece sarebbero molto importanti, anzitutto per i servizi di base.
14.6°