"Basta rinvii e attese", i genitori del giovane Di Stefano morto un anno fa: "Chiediamo giustizia"

Hanno voluto rendere pubblico uno sfogo dovuto a un rinvio dell'udienza che si sarebbe dovuta tenere oggi

13 ottobre 2026 14:36
"Basta rinvii e attese", i genitori del giovane Di Stefano morto un anno fa: "Chiediamo giustizia" - Giuseppe Di Stefano
Giuseppe Di Stefano
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Gela. Nell'ottobre di un anno fa, ad appena ventotto anni, perse la vita lungo un tratto della strada provinciale 67 che collega Licata alla zona di Mollarella. Per il gelese Giuseppe Di Stefano non ci fu nulla da fare. L'impatto tra la sua moto e un'autobotte non gli lasciò scampo. Per quei fatti, con l'accusa di omicidio stradale, un licatese, che era alla guida dell'autobotte, si trova davanti al gup del tribunale di Agrigento. I familiari di Di Stefano, che stanno seguendo il procedimento assistiti dall'avvocato Rita Parla per conto della società "Giesse risarcimento danni", hanno voluto rendere pubblico uno sfogo dovuto a un rinvio dell'udienza che si sarebbe dovuta tenere oggi. Un cambio di giudice ha portato il difensore dell'imputato a chiedere e ottenere un termine per avanzare richiesta di patteggiamento. "Siamo stanchi. Stanchi di aspettare, stanchi di dover affrontare l’ennesimo rinvio in tribunale, stanchi
di vedere passare il tempo senza riuscire ad avere le risposte e la giustizia che cerchiamo da quando nostro figlio è morto”, fanno sapere i genitori. Tempi più lunghi che si manifestano mentre si avvicina la data del 25 ottobre, quando ricorrerà il primo anniversario della morte del giovane centauro. "Noi di Giesse, che assistiamo la famiglia, non possiamo ignorare il peso umano di questa attesa. Dietro ogni udienza rinviata ci sono persone, affetti spezzati e genitori che continuano a convivere con un’assenza incolmabile – spiegano il referente Giesse Diego Ferraro e l’avvocato Parla – non chiedono che il dolore venga cancellato, perché questo non sarà mai possibile. Chiedono giustizia, risposte e tempi che rispettino anche la sofferenza di chi è rimasto. Noi continueremo a essere al loro fianco, sostenendoli nel percorso che stanno affrontando e dando voce alla loro richiesta, con rispetto per il procedimento giudiziario e per tutte le persone coinvolte”.

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