Autismo e maturità, il 100 di Simon oltre ogni pregiudizio
Il traguardo di uno studente che ha insegnato il valore dell’inclusione.
Gela. Ha affrontato il percorso scolastico con le sfide legate a un disturbo dello spettro autistico di livello 3, con bisogni di supporto elevati e deficit cognitivi, ma non ha mai smesso di crescere. Oggi Simon Tuccio, 20 anni, ha raggiunto un traguardo che riempie di orgoglio la sua famiglia e tutta la comunità scolastica: ha conseguito il diploma al Liceo Artistico, indirizzo Arti Figurative, con il massimo dei voti, 100 su 100.
Un risultato che va oltre il voto finale e racconta cinque anni di lavoro, impegno e inclusione. Anno dopo anno ha sviluppato nuove competenze, imparando a relazionarsi con gli altri e a vivere con maggiore sicurezza le esperienze della quotidianità.
Simon all’esame di maturità ha presentato un elaborato multidisciplinare dedicato alle emozioni, nel quale l’arte è diventata uno strumento di espressione, comunicazione e crescita personale.
Il traguardo della maturità con 100 è il risultato di un percorso costruito insieme: la famiglia, la dirigente scolastica, gli insegnanti e in particolare la docente che lo ha seguito hanno creduto nelle sue possibilità, accompagnandolo verso un obiettivo che oggi assume un significato ancora più profondo.
La storia di Simon però, non si ferma al diploma. Terminata la scuola, inizierà un nuovo percorso all’AIAS, frequentando il centro diurno. Un passaggio che riporta al centro una questione che molte famiglie conoscono bene: mentre la scuola rappresenta spesso un luogo di autentica inclusione, dopo il diploma le opportunità si riducono e mancano percorsi strutturati capaci di valorizzare competenze, autonomie e partecipazione sociale delle persone con disabilità.
Il 100 ottenuto è quindi molto più di un voto. È il simbolo di un cammino fatto di piccoli e grandi traguardi, di relazioni costruite nel tempo e di una scuola che ha saputo credere nelle capacità dello studente. Ma è anche un invito a guardare oltre l’esame di maturità, affinché il percorso di crescita e inclusione non si interrompa proprio nel momento in cui inizia la vita adulta.
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