Ati idrico, revoca manager e costi: Corte Conti, "inammissibile richiesta parere del Comune di Gela"

Il sindaco Terenziano Di Stefano aveva già avanzato una richiesta analoga, come vertice dell'Assemblea territoriale idrica, ma pure in questo caso i giudici della Corte dei Conti hanno individuato l'inammissibilità

04 aprile 2026 07:15
Ati idrico, revoca manager e costi: Corte Conti, "inammissibile richiesta parere del Comune di Gela" - Di Stefano insieme ai sindaci Conti e Zuccalà
Di Stefano insieme ai sindaci Conti e Zuccalà
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Gela. L'Assemblea territoriale idrica, che sovraintende il ciclo integrato nell'intero territorio della provincia di Caltanissetta, dovrà andare avanti, sul tema delle assunzioni e dei costi sostenibili, senza un parere della Corte dei Conti. La sezione di controllo regionale, infatti, ha ritenuto “soggettivamente inammissibile” la richiesta avanzata dal Comune di Gela, che precisava di “avere un interesse diretto e attuale alla risoluzione del quesito, in quanto la corretta gestione del personale dell’Ati e la relativa sostenibilità finanziaria impattano direttamente sull’efficienza del servizio idrico dell’ambito territoriale di cui questo Comune è parte integrante”. Secondo i magistrati contabili, l'iniziativa del Comune “mette in evidenza possibili ricadute sul piano dell’efficienza del servizio idrico esercitato anche nel territorio richiedente, ma non individua specificamente le attribuzioni per l’esercizio delle quali il medesimo ente intenderebbe avvalersi dell’apporto consultivo della sezione”. Il sindaco Terenziano Di Stefano, che dallo scorso anno ha assunto il ruolo di presidente Ati, aveva già avanzato una richiesta analoga, proprio come vertice dell'Assemblea territoriale idrica ma pure in questo caso i giudici della Corte dei Conti hanno individuato l'inammissibilità. Il rimando ai magistrati contabili si deve principalmente alla mossa del vertice Ati che ha disposto la revoca della figura del direttore generale. Il consiglio direttivo dell'Assemblea, seguendo l'indirizzo proposto da Di Stefano, ha formalizzato la revoca dell'avviso pubblico di tre anni fa, finalizzato all'individuazione di un nuovo direttore generale. E' un ruolo che venne ricoperto dall'architetto Antonino Collura, dirigente del Comune di Gela, che peraltro era tra i potenziali in lizza pure sulla base dell'avviso poi revocato. Per Di Stefano e i sindaci del consiglio direttivo, i costi di un manager sono eccessivi. Nel provvedimento approvato un mese fa, viene indicato che “l’assunzione di un direttore generale, con il relativo trattamento economico parametrizzato alle figure apicali della dirigenza pubblica locale, graverebbe in modo eccessivo sulle capacità assunzionali e sulla stabilità finanziaria dell'ente, precludendo l’impiego di risorse per il necessario ampliamento della pianta organica operativa”. Inoltre, è rimarcato che “è emersa la necessità di dare priorità all'acquisizione di personale operativo tecnico e amministrativo e di coordinamento per garantire la continuità e la qualità del servizio, ritenendo, allo stato attuale, la figura del direttore generale non strettamente indispensabile rispetto alle altre esigenze occupazionali”. L'ammontare complessivo si sarebbe estrinsecato in circa 130 mila euro annui. Cifre che andrebbero a sforare, hanno ritenuto i vertici Ati, la soglia del 50 per cento del contributo Arera. Il presidente e i sindaci preferiscono puntare sull'assunzione di più personale tecnico, vista la quasi totale carenza in organico. Il parere alla Corte dei Conti era stato formalizzato così da ottenere un eventuale riscontro tecnico davanti alla decisione assunta dal consiglio direttivo. Per i magistrati contabili, però, non ci sono i presupposti per pronunciarsi.

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