"Asp fornisce dati fuori dalla realtà", Di Stefano: "Farò accesso agli atti e ordinanza, basta attese"

Secondo Di Stefano, che fin dall'inizio ha scelto di portare la mobilitazione davanti al nosocomio di Caposoprano, “ci sono troppe cose anomale”

05 settembre 2026 16:41
"Asp fornisce dati fuori dalla realtà", Di Stefano: "Farò accesso agli atti e ordinanza, basta attese" - Il sindaco al presidio insieme ad assessori e consiglieri
Il sindaco al presidio insieme ad assessori e consiglieri
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Gela. Il fronte della mobilitazione per una sanità locale da potenziare, partito con il presidio davanti all'ospedale “Vittorio Emanuele”, come abbiamo riferito si sta espandendo, con l'amministrazione comunale di Vittoria che ha preso a sua volta l'iniziativa e una scelta analoga potrebbe farla il primo cittadino di Niscemi Massimiliano Conti. In città, la vertenza sanità è giunta al trentaquattresimo giorno. “Fa piacere che i sindaci stiano prendendo consapevolezza che sulla sanità non si può aspettare ancora – dice il primo cittadino Terenziano Di Stefano – può nascere un movimento dal basso, attraverso i sindaci, per ribellarsi. Penso che qualcuno, prima o poi, dovrà intervenire. Io non attenderò più, neanche il 25 settembre, soprattutto se constaterò che gli impegni non saranno attuati a pieno”. La prossima settimana, Di Stefano formalizzerà una richiesta di accesso agli atti, indirizzata ad Asp. “In questo modo, avrò ulteriori elementi per emettere un'ordinanza di mia competenza – precisa – devo dire che dall'assessore regionale Marcello Caruso, per ciò che lo riguarda, registriamo collaborazione, come nel caso dei fondi per l'Utin e per le manutenzioni. Invece, non c'è nulla dal management Asp. Tutto ciò è molto grave. Nella pagina social di Asp, vengono pubblicati contenuti che non hanno nulla a che vedere con la realtà concreta. Si fa riferimento ai medici gettonisti o libero professionali che però non possono coprire i turni notturni. Per il pronto soccorso, Asp indica quattro medici che non ci sono. Quelli effettivi rimangono solo due. Il rafforzamento di personale per chirurgia non è realistico. Sulla rete formativa bisogna arrivare agli atti concreti, che vanno verificati”. Secondo Di Stefano, che fin dall'inizio ha scelto di portare la mobilitazione davanti al nosocomio di Caposoprano, “ci sono troppe cose anomale”. “Anche il medico che da ordine di servizio doveva dare un supporto al pronto soccorso ma non è mai arrivato nella struttura, perché, a quanto pare, si sarebbe licenziato - conclude - disegna una situazione pirandelliana. Ci sono cose che non mi convincono per nulla e non escludo di denunciarle”.

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