Area crisi, cancellata la mobilità in deroga: "A Gela 55 lavoratori senza alcuna tutela"
Per il parlamentare regionale Gaspare Vitrano, bisogna subito aprire un'interlocuzione con il governo nazionale
Gela. La legge nazionale di bilancio per il 2026 cancella la mobilità in deroga per i lavoratori delle aree di crisi siciliane, Gela e Termini Imerese. In città, sono cinquantacinque gli operai rimasti senza collocazione dopo la riconversione del polo Eni e che usufruiscono della misura. A Termini Imerese, invece, sono più di cento. La cancellazione è stata confermata da una circolare ministeriale. Gaspare Vitrano, presidente della commissione attività produttive dell'Assemblea regionale siciliana, definisce la scelta "socialmente insostenibile". “Si tratta di territori che da anni affrontano una crisi strutturale del tessuto produttivo, aggravata dalla difficoltà di attrarre nuovi investimenti e dall'assenza di reali percorsi di reindustrializzazione. La mancata proroga della mobilità in deroga rischia così di far venir meno l'unico argine rimasto per famiglie già segnate da lunghi periodi di inattività forzata", aggiunge. Per il parlamentare regionale, bisogna subito aprire un'interlocuzione con il governo nazionale e attivare un tavolo con Regione, ministeri e organizzazioni sindacali. “L'obiettivo è individuare una soluzione normativa che consenta di ripristinare la mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa, dove l'emergenza occupazionale resta ancora evidente", conclude.
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