Anno nuovo, vecchi problemi: soccorsi lenti, poche sterilizzazioni e microchip insufficienti
La delegata Oipa denuncia l’ennesima emergenza: due ore di attesa per i soccorsi a un animale investito, a causa di gravi carenze nel servizio di intervento.
Gela. Il nuovo anno si apre all’insegna delle stesse criticità che da tempo affliggono le associazioni animaliste a Gela. A denunciarlo è ancora una volta la delegata dell’Oipa Liliana Mistretta, che nella serata di ieri ha vissuto l’ennesimo episodio emblematico di una situazione ormai insostenibile: circa due ore trascorse in strada ad attendere i soccorsi per un animale investito, rimasto ferito sull’asfalto. Un’attesa lunga, segnata da telefonate, solleciti e dalla paura che, col passare dei minuti, le condizioni dell’animale potessero peggiorare. Un episodio che non rappresenta un caso isolato, ma piuttosto l’ordinaria amministrazione per chi opera quotidianamente sul territorio in difesa degli animali.
Le associazioni animaliste denunciano da tempo gravi carenze nel sistema di pronto intervento veterinario: mancano mezzi dedicati, il personale è insufficiente e i tempi di risposta risultano spesso incompatibili con le emergenze. In molte circostanze sono proprio i volontari a farsi carico delle situazioni più critiche, intervenendo con risorse proprie e assumendosi responsabilità che non dovrebbero competere a loro. Ma l’emergenza non riguarda solo i soccorsi. A pesare è anche l’assenza di una politica strutturata di prevenzione. A Gela, infatti, il numero di sterilizzazioni resta estremamente basso rispetto alle reali esigenze del territorio. Una carenza che alimenta il randagismo e moltiplica i casi di animali vaganti, esposti a incidenti stradali, maltrattamenti e condizioni di vita precarie.
Altro nodo irrisolto è quello dei microchip. Le campagne di microchippatura risultano sporadiche e insufficienti, rendendo difficile risalire ai proprietari degli animali smarriti o abbandonati e ostacolando l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge. Senza controlli efficaci e senza un’anagrafe canina realmente aggiornata, il fenomeno dell’abbandono continua a crescere nell’indifferenza generale.
«I volontari non possono continuare a supplire alle mancanze delle istituzioni- sottolinea la delegata Oipa- Servono interventi concreti, investimenti e una vera collaborazione tra Comune, Asp e associazioni. Non bastano le promesse, servono fatti».
Le associazioni chiedono con forza l’attivazione di un servizio di pronto soccorso animale efficiente, un aumento significativo delle sterilizzazioni, campagne periodiche di microchippatura e una maggiore sensibilizzazione dei cittadini. Senza queste misure, avvertono, il 2026 rischia di essere l’ennesimo anno segnato da emergenze, sofferenza animale e frustrazione per chi, ogni giorno, continua a lottare per tutelare i più deboli. L’auspicio è che l’episodio di ieri non resti solo l’ennesima denuncia, ma diventi finalmente lo spunto per un cambio di rotta necessario e non più rinviabile
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