"Andiamo noi all'Autorità portuale", maggioranza e PeR: "C'è dolo evidente"
Il dubbio, politico e non, emerge negli interventi dei consiglieri nel corso dei lavori dell'assise civica, convocata appositamente per affrontare un tema senza soluzione
Gela. "C'è, evidentemente, un interesse a fare in modo che il porto di Gela non venga mai reso fruibile". Il dubbio, politico e non, emerge negli interventi dei consiglieri nel corso dei lavori dell'assise civica, convocata appositamente per affrontare un tema senza soluzione. Il civico Rosario Faraci è partito dalle origini di un caso che si trascina da decenni senza soluzioni. Per Faraci, il porto locale, impraticabile, oggi è sempre più stretto da infrastrutture vicine che hanno preso sempre più piede, da Licata e fino a Scoglitti. Prima la Regione, che ha avuto competenza sull'infrastruttura, e oggi l'Autorità della Sicilia occidentale, che ha la piena gestione, non sono riuscite a pervenire a una soluzione. Senza la presenza del ministero, dell'Autorità e della Regione, il dibattito consiliare diventa "un parlarci addosso", secondo il capogruppo di "Una Buona Idea" Giovanni Giudice. "A questo punto, andiamo noi all'Autorità portuale", ha proseguito Giudice. Fortemente critico verso l'Autorità è stato il consigliere di "PeR" Paolo Cafa', che ha chiamato alle proprie responsabilità sia la politica sia gli organi competenti. "C'è un dolo evidente, in tutta questa vicenda", ha esordito il dem Antonio Cuvato. La preoccupazione marcata, secondo il consigliere comunale del Pd, è che "Gela diventi un pontiletto del porto di Licata così come siamo costretti a essere subalterni a Caltanissetta per la sanità". A mali estremi, per Cuvato, "sarà necessario bloccare la città così da far arrivare chi ha competenze in materia".
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