"Alleati riflettano, poi possibile azzeramento", Di Stefano: "Tutti diano sostegno, ricandidatura? Vedremo"

Come abbiamo riferito già dopo il vertice in municipio, ieri sera, il sindaco è stato chiaro con i suoi, su più punti e soprattutto su quello di una certa gestione degli sforzi amministrativi. Il decalogo sottoscritto politicamente è lapalissiano

24 settembre 2026 17:09
"Alleati riflettano, poi possibile azzeramento", Di Stefano: "Tutti diano sostegno, ricandidatura? Vedremo" - Il sindaco Di Stefano insieme agli assessori
Il sindaco Di Stefano insieme agli assessori
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Gela. In giunta, sembra ormai certo, si cambierà e qualche innesto nuovo potrà essere formalizzato. Se ne riparlerà, comunque, dopo le “consultazioni” interne che ieri era, al termine di un lungo vertice di maggioranza, il sindaco Terenziano Di Stefano ha affidato ai segretari dei partiti e dei movimenti che lo sostengono. “E' probabile, dopo il 15 ottobre, che qualcosa possa avvenire, sia a livello nazionale sia sul piano regionale, anche rispetto a possibili elezioni anticipate. Le segreterie dei partiti mi hanno chiesto un termine per valutare al loro interno. Cosa accadrà dopo questo periodo di riflessione? E' probabile un azzeramento tecnico, per discutere e poi ricostituire la giunta del governo locale. Non mi piace intervenire solo per singoli cambiamenti. Non escludo - spiega - neanche che i partiti e i movimenti alleati, dopo le valutazioni interne, possano riproporre i nomi degli attuali assessori. Non pongo assolutamente veti. E' anche vero che dopo due anni, può capitare che un assessore perda smalto rispetto alla sua azione amministrativa. In questo caso, senza alcuna polemica, è giusto che si faccia da parte e che il suo partito proponga altre soluzioni”. Come abbiamo riferito già dopo il vertice in municipio, ieri sera, il sindaco è stato chiaro con i suoi, su più punti e soprattutto su quello di una certa gestione degli sforzi amministrativi. “Da tutti gli assessori, nessuno escluso, mi aspetto che siano sindaci delle loro deleghe – continua – però, devono essere concentrati al massimo e assicurare impegno costante su tutte le deleghe. Invece, quando questo non avviene, sono costretto io stesso a fare tutto e non ce la faccio”. Di Stefano ha tracciato una road map, anche organizzativa, e tutti gli alleati dovranno ragionare in tal senso. “Non ci possono essere deleghe che vengono preferite ad altre e quindi temi e ambiti che vengono lasciati senza una guida”, precisa inoltre. “Una mia ricandidatura per il 2029? La questione non è questa. Valuterò una ricandidatura sulla base delle mie energie e di ciò che accadrà – sottolinea il sindaco – l'aspetto politico che ho voluto affrontare con gli alleati è anche di altro genere. A oggi, non ho la percezione che i gruppi di maggioranza stiano lavorando per costruire una mia ricandidatura o comunque per creare le condizioni necessarie. Io so cosa accadrà ma al momento lo riservo per me. Bisogna migliorare e costruire le condizioni per la continuità amministrativa. Non possiamo accontentarci dei giudizi favorevoli che arrivano dalla città. Purtroppo, la percezione favorevole può anche mutare in tempi brevi. Quando arrivano attacchi politici forti dall'opposizione bisogna rispondere. Non dimentichiamo cosa è accaduto in quel fronte politico. Non bisogna avere timore di rispondere a tono”. Quello di Di Stefano è un appello ai suoi, a tutti i livelli. “So che, salvo l'Mpa, gli alleati, in Regione e al governo nazionale, sono all'opposizione. Questo, però, non significa che non si possa incidere – dice inoltre – fino a ora, non ho notato iniziative su temi come sanità, bilancio o vicende che hanno risvolti di tipo sociale, a cominciare dagli sfratti negli alloggi Iacp. Serve dare un supporto su ogni fronte e con i riferimenti regionali e nazionali. Altrimenti, io sono in grado di muovermi da solo ma in quel caso non mi si venga a chiedere ragione del perché parli anche con esponenti di altre aree”. Ancora una volta, è intendimento del primo cittadino non confondere prassi amministrativa e obiettivi politici. “Saranno i partiti a informarmi – aggiunge – ma ho già detto, in tempi non sospetti, che se in giunta ci sono assessori destinati a una candidatura alle regionali o alle politiche devono dimettersi. Non possiamo permetterci che si distraggano durante la campagna elettorale. Saranno poi i loro partiti di riferimento a indicare eventuali nomi nuovi. Inoltre, non accetterò eventuali candidature di assessori, che magari vengano formalizzate solo negli ultimi giorni utili. In quel caso, il loro partito perderà la rappresentanza in giunta”. Il decalogo sottoscritto politicamente è lapalissiano: Di Stefano si aspetta dai suoi alleati non solo un pieno sostegno formale ma pure pratico. Alla scadenza delle prossime amministrative vuole arrivare con basi solide, partendo dagli obiettivi da raggiungere e presentando agli elettori il suo modello di città, con fatti concreti. I temi della città continuano ad avere la priorità e gli alleati sono chiamati a non perdere colpi.

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