Al Teatro Biondo “Palermo Città della Legalità”, premiati tre istituti scolastici / Video

L'atto conclusivo di Palermo Città della Legalità, il progetto avviato il mese scorso con l'obiettivo di rendere i giovani soggetti attivi di una società consapevole

A cura di Redazione Redazione
22 maggio 2026 14:55
Al Teatro Biondo “Palermo Città della Legalità”, premiati tre istituti scolastici / Video -
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PALERMO (ITALPRESS) – Non solo il coronamento di un percorso, ma un momento di incontro per avvicinare ancora di più gli studenti a temi estremamente attuali come il rispetto reciproco e la creazione di una cittadinanza responsabile: al teatro Biondo di Palermo si è svolto l’atto conclusivo di Palermo Città della Legalità, il progetto avviato il mese scorso con l’obiettivo di rendere i giovani soggetti attivi di una società consapevole, offrendo loro gli strumenti per affrontare con un approccio critico l’idea di bene comune e le insidie della quotidianità, provenienti sia dal mondo social che da quello reale.

All’evento hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, l’assessore comunale alla Legalità Brigida Alaimo, il presidente della commissione Antimafia all’Ars Antonello Cracolici, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e la deputata di Fratelli d’Italia Carolina Varchi. All’interno del progetto si è inoltre svolto un concorso che ha coinvolto gli studenti nella realizzazione di video, podcast, campagne social e racconti brevi incentrati sulla partecipazione attiva: i premi sono stati assegnati durante la cerimonia e ad aggiudicarseli sono stati l’istituto Regina Margherita per la categoria video multimediale, l’Ics De Amicis-Da Vinci per la categoria campagna social e il liceo classico Vittorio Emanuele II per la categoria elaborato scritto.

“Dobbiamo spiegare ai giovani che la legalità non è un concetto astratto – sottolinea Lagalla, – È certamente un valore, che si declina in modo assolutamente concreto nel fare ogni giorno e fino in fondo il proprio dovere, nel rispetto degli altri e nell’interesse pubblico. Questo è il succo perché ogni cittadino possa affermare concretamente la legalità e stare lontano da comportamenti penalmente, eticamente e umanamente censurabili: questo è il messaggio che va trasferito alle giovani generazioni; la memoria ravvivata anno per anno di ciò che è avvenuto aiuta a tenere unito il fil Rouge del passato e del presente per preparare il futuro”. Il sindaco si sofferma poi sullo scenario attuale, in cui le nuove generazioni stanno tornando a sparare in alcuni luoghi della città, con un’intimidazione che tipicamente richiama il tono, lo stampo e la cifra mafiosa: abbiamo la necessità di unire, come stiamo facendo, la rigenerazione urbana dei luoghi periferici della città che negli anni e nei decenni sono stati abbandonati alla rigenerazione sociale e soprattutto culturale, perché è solo motivando sul piano delle competenze e della conoscenza le giovani generazioni che esse potranno acquisire autonomia e rifiutare ogni proposta che mette in discussione tanto l’etica dei comportamenti quanto la morale pubblica”.

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Alaimo ribadisce come, nel portare avanti il progetto, “abbiamo cercato di utilizzare una modalità comunicativa diversa da quella frontale, affinché le istituzioni andassero incontro ai ragazzi perché loro non sono i cittadini del futuro ma quelli attuali: su di loro noi istituzioni abbiamo il diritto di puntare tutto. I ragazzi ci hanno trasmesso messaggi fantastici e hanno le idee chiarissime: ci hanno spiegato il concetto di legalità a loro modo, con i loro mezzi e con un linguaggio che magari noi non utilizziamo più di tanto. Sono stati chiari e semplici, hanno riportato il concetto di legalità a una dimensione di estrema normalità: di questo siamo assolutamente orgogliosi, intendiamo continuare questo progetto negli anni successivi dando sempre maggiore spazio all’interazione e al dialogo, perché su questi deve basarsi il concetto di legalità”.

Benché la memoria faccia parte dell’identità e delle radici di tutto il popolo palermitano, secondo Cracolici “è fondamentale comprendere la convenienza della legalità: essa significa libertà e, soprattutto tra i giovani, avere consapevolezza di battersi per la legalità vuol dire conquistare ogni giorno spazi di libertà per uscire in sicurezza e isolare chi non piace; la legalità è anche un modo per garantirsi la capacità di discernere e comprendere le persone, ma anche le frequentazioni che ognuno di noi decide di portare avanti”

Per Mulè l’affermazione della legalità rappresenta “un impegno quotidiano, che dev’essere parte di azioni concrete: per i giovanissimi, in una città come Palermo, significa ad esempio non avere dispersione scolastica. È importante che questi ragazzi vadano a scuola perché da lì, come ci dicevano Falcone e Borsellino, incomincia l’impegno sulla legalità: su questo ci vuole l’impegno di tutti, perché è una questione imprescindibile”. Il vicepresidente della Camera torna poi sul ricordo del 23 maggio 1992, definito come “terribile: quel giorno da cronista mi trovai a scrivere della morte di due miei amici, è una cicatrice che non si è mai rimarginata e che torna quotidianamente ricordando quello che non deve più succedere”.

Trasmettere messaggi di legalità ai giovani, spiega Varchi, “a volte è complesso, ma Palermo non è più quella del 1992: tale affermazione è partita proprio dai giovani in quell’anno, in quei momenti tragici, e continua oggi attraverso un impegno incessante di tutta la società civile e delle istituzioni, come dimostra anche l’iniziativa di oggi. C’è una forte voglia di affermare che Palermo sta dalla parte della legalità e dello Stato: io forse appartengo alla prima generazione di bambini palermitani che hanno cominciato a parlare di mafia a scuola, quello che si fa a scuola poi rimane per tutta la vita. Non aver vissuto le stragi allontana il ricordo di una Palermo trasformata in campo di guerra, ma al tempo stesso aumenta la responsabilità di noi che c’eravamo nello spiegare a questi bambini cosa era Palermo in quegli anni. Purtroppo oggi assistiamo a una sorta di normalizzazione del fenomeno mafioso ed è un rischio molto grande che dobbiamo contrastare: a una narrazione distorta, spesso anche purtroppo dall’utilizzo dei social network ad opera di alcuni, mettiamo in campo iniziative come questa”.

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– Foto xd8/Italpress –
(ITALPRESS).

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