"Al di là della politica Tomasi nella Srr è la mia scelta", Di Stefano: "FdI distante dalla città"
Il solco che separa politicamente Di Stefano dal centrodestra di opposizione è ancora più marcato e la strategia d'attacco di partiti come quello meloniano sembra un preludio rispetto ai prossimi mesi
Gela. Le nomine nella governance del ciclo rifiuti sono finite ancora nella disamina politica, in una fase delicata anche in questo comparto. Il meloniano Diego Iaglietti ha esplicitamente bocciato la scelta del sindaco Terenziano Di Stefano di sostenere la nomina a presidente del collegio sindacale della Srr4, la società che sovraintende il ciclo territoriale dei rifiuti, del commercialista Giovanni Tomasi, compagno dell'assessore Romina Morselli e padre del consigliere M5s Vincenzo Tomasi. Per l'esponente FdI, la nomina andava evitata, almeno per ragioni di opportunità. “E' tutto nei verbali – dice il sindaco – i nominativi dei componenti del nuovo collegio sindacale sono stati estratti per sorteggio. Poi, a rotazione, spettava al Comune di Gela indicare il presidente. Tomasi è stata la mia scelta e al di là della questione strettamente politica avrei comunque indicato il suo nominativo rispetto agli altri. La composizione degli organi di controllo della Srr4, secondo me, andava rinnovata, dopo una doppia conferma dei precedenti professionisti. Al Comune di Gela spettava scegliere e la mia decisione è andata in questa direzione. Non mi pare che quando il governo regionale provvede con nomine negli enti pubblici chieda il parere a qualcuno. Ripeto, è tutto nei verbali dell'assemblea dei sindaci della Srr4, che oltre a Tomasi ha indicato professionisti di Delia, Butera e Caltanissetta”. Il sindaco è sempre più convinto che i pesanti affondi che arrivano da gruppi di centrodestra, come quello di Fratelli d'Italia, opposizione alla sua amministrazione, abbiano un unico fondamento, politico. “Critiche su tutto – continua – mi pare naturale, dato che le elezioni regionali del prossimo anno si avvicinano. Purtroppo, Fratelli d'Italia e altri partiti di centrodestra sono sempre più slegati dalla città, sono lontani, non sono in battaglie di civiltà come quella per la sanità o per le infrastrutture come il porto. Così, cercano di farsi notare attaccando su tutto. Probabilmente, non sanno che noi non ci fermeremo”. Il solco che separa politicamente Di Stefano dal centrodestra di opposizione è ancora più marcato e la strategia d'attacco di partiti come quello meloniano sembra un preludio rispetto ai prossimi mesi.
28.9°