Agenti aggrediti in via Lipari, condannati i fratelli Campanaro: risarcimento anche per Comune

Per l'accusa, i due si scagliarono contro gli agenti intervenuti nella zona per sequestrare e sgomberare un'area, nella strada pubblica, che la famiglia Campanaro aveva trasformato in rimessa abusiva per materiali di vario tipo

09 luglio 2026 20:49
Agenti aggrediti in via Lipari, condannati i fratelli Campanaro: risarcimento anche per Comune - La polizia in via Lipari
La polizia in via Lipari
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Gela. Sono stati condannati i fratelli Antonio Campanaro e Alessandro Campanaro, che negli scorsi mesi, in maniera violenta e plateale, in via Lipari dove vivono, hanno aggredito diversi agenti della polizia di Stato e della polizia locale. Il giudice Serena Berenato ha imposto la condanna a quattro anni di reclusione per Antonio Campanaro (la richiesta della procura era di cinque anni e quattro mesi) e a tre anni e nove mesi per Alessandro Campanaro (in questo caso l'indicazione del pm era di quattro anni e otto mesi). Per l'accusa, i due si scagliarono contro gli agenti intervenuti nella zona per sequestrare e sgomberare un'area, nella strada pubblica, che la famiglia Campanaro aveva trasformato in rimessa abusiva per materiali di vario tipo. I due imputati, difesi dall'avvocato Davide Limoncello, nel tentativo di opporsi alle forze dell'ordine si scagliarono contro, lanciando inoltre oggetti contundenti di ogni tipo. Hanno optato per il giudizio abbreviato. Gli agenti rimasero feriti: tutti si sono costituiti parti civili con l'avvocato Angelo Greco, che a sua volta ha concluso per la condanna degli imputati. Parte civile è pure il Comune, su volontà dell'amministrazione, rappresentato dai legali Mario Brancato e Giuseppe Edmondo Caci, costituiti nell'interesse anche degli agenti della polizia locale rimasti feriti. Il giudice ha riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni in favore di tutte le parti civili. A quarantotto ore di distanza da quei fatti, sempre in via Lipari, venne danneggiata dal fuoco l'area esterna dell'abitazione dell'assessore Luigi Di Dio. Secondo gli inquirenti, la mano sarebbe sempre quella della famiglia Campanaro, quasi come forma di ritorsione. L'assessore, più volte, sarebbe stato pesantemente minacciato.

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