A Palermo esperti a confronto sull’ipertensione polmonare
PALERMO (ITALPRESS) - Al Saracen Sands Hotel di Isola delle Femmine si è tenuta la 12esima edizione del Congresso nazionale dell'associazione Iphnet (Italian Pulmonary Hypertension Network) organizzat...
PALERMO (ITALPRESS) - Al Saracen Sands Hotel di Isola delle Femmine si è tenuta la 12esima edizione del Congresso nazionale dell'associazione Iphnet (Italian Pulmonary Hypertension Network) organizzato in collaborazione con ISMETT. L'evento rappresenta il principale momento di confronto della rete italiana dei centri dedicati alla diagnosi e al trattamento dell'ipertensione polmonare.
Obiettivo del Congresso è integrare evidenze provenienti da studi clinici, dai dati di real life e dal nascente Registro nazionale dell'ipertensione polmonare, favorendo un confronto scientifico di alto profilo sui progressi nella malattia, sui nuovi target terapeutici e sulla ridefinizione degli algoritmi decisionali, nonchè sul rapporto tra ipertensione polmonare e pneumopatie croniche.
"Iphnet è una rete di centri esperti di ipertensione polmonare - sottolinea Patrizio Vitulo, Direttore Scientifico del Congresso e Responsabile del Servizio di Pneumologia di ISMETT -. Ha partecipato a speedy pivotages che hanno portato alla registrazione di farmaci innovativi; l'ultimo studio Zenith ha dato luogo alla registrazione di un farmaco innovativo che sembra possa cambiare la storia naturale della malattia in alcuni pazienti. La rete Iphnet nazionale ha generato molti studi indipendenti che sono entrati nella misura del rischio del paziente e sono nelle linee guida internazionali: l'Italia è in prima fila. La novità del 2027 è che Iphnet è riuscita a impostare, insieme all'Istituto superiore di sanità, il Registro nazionale dell'ipertensione polmonare".
Palermo punta ad essere all'avanguardia nel trattamento della malattia, attraverso la realizzazione di un polo scientifico che sorgerà a Carini, alle porte del capoluogo: questo - racconta Angelo Luca, direttore di ISMETT e Amministratore delegato di UPMC Italy - sarà "costituito da un ospedale di ricerca ad alta complessità e da uno dei più grossi centri di ricerca in Europa, ovvero il Centro Ri.Med. Parliamo di un'infrastruttura all'avanguardia, ci sono naturalmente sfide importanti da affrontare: da un lato la capacità di attrarre i migliori scienziati per guidare il centro di ricerca e produrre una ricerca transnazionale, affinchè abbia ricadute sul territorio in termini di prodotti e sviluppo industriale; dall'altro un riorientamento della ricerca, che in Italia troppo spesso si ferma alle pubblicazioni scientifiche e che invece necessita di andare oltre e trasformarsi in cura per i pazienti. A lavorare presso il centro saranno circa duemila ricercatori, inoltre, saranno operative circa seimila persone tra lavoro diretto e indiretto: sicuramente ci sarà un'importante ricaduta economica sul territorio, con un valore aggiunto annuale di 500 milioni di euro".
Al centro del Congresso, la sperimentazione clinica che - come spiega Fabrizio Galliccia di AIFA - "è un elemento importantissimo nella cura delle malattie rare, perchè spesso per i pazienti è l'unica possibilità di cura. Attrarre sperimentazioni in Italia è diventato fondamentale: come AIFA stiamo facendo un enorme sforzo per portare sperimentazioni in Italia, perchè significherebbe avere possibilità di cura per un paziente che spesso non ha alternative. Siamo in un panorama internazionale: questo percorso di sperimentazione clinica si deve affiancare alla normale pratica, quindi tutti gli ospedali si devono attrezzare per offrire quest'opportunità ai pazienti, soprattutto quelli con malattie rare che non hanno alternative terapeutiche".
Una delle questioni da risolvere nel trattamento delle malattie rare, secondo Roberto Poscia referente del coordinamento Malattie rare della Regione Lazio è "l'uniformità della presa in carico su tutto il territorio nazionale: non è un problema solamente italiano. Purtroppo l'accesso a terapie innovative dipende molto spesso dalla residenza del paziente: quello che stiamo facendo è cercare di uniformare i percorsi di presa in carico dei pazienti per dare a tutti la stessa opportunità di accedere a terapie innovative. Le malattie rare censite sono indicativamente ottomila e solo l'8% di queste ha una possibilità terapeutica: accedere a nuovi trattamenti e a terapie innovative è molto importante per i pazienti".
Fonte foto Italpress
(ITALPRESS).
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Verificato il: 17 ottobre 2026
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