A Caltanissetta questione morale sempre più pesante: "Tesauro e Bruzzaniti si dimettano"

Area civica è pronta a una mozione di sfiducia da portare in consiglio comunale

A cura di Redazione Redazione
20 aprile 2026 21:11
A Caltanissetta questione morale sempre più pesante: "Tesauro e Bruzzaniti si dimettano" - Tesauro e Bruzzaniti
Tesauro e Bruzzaniti
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Caltanissetta. A Palazzo di Città, a Caltanissetta, la questione morale rischia di mettere in crisi l'amministrazione del sindaco forzista Walter Tesauro, che già mesi fa venne chiamato in causa a seguito dell'inchiesta giudiziaria che portò agli arresti domiciliari l'ex parlamentare Ars Michele Mancuso, accusato di aver intascato denaro per sbloccare finanziamenti a un'associazione nissena. Ora, è il caso del presidente del civico consesso Gianluca Bruzzaniti. Il meloniano risulta titolare del venti per cento delle quote di una società sottoposta a interdittiva antimafia. "Area Civica" del consigliere comunale e provinciale Annalisa Petitto è sempre netta: Tesauro e Bruzzaniti devono dimettersi. Il gruppo lo spiega in una nota. "Quando si rappresentano le istituzioni, si rappresenta anche la città che attraverso di esse prende voce, volto e immagine pubblica. Il rispetto dovuto a Caltanissetta e ai suoi cittadini, oggi, deve prevalere ed anteporsi a tutto. È da questo principio che Area Civica muove oggi, come ha fatto il 23 gennaio scorso, quando chiese le dimissioni del Sindaco Tesauro, figura politicamente emblematica e frutto elettorale di chi oggi si trova sottoposto a custodia cautelare, in carcere e ai domiciliari, per gravissime ipotesi corruttive che hanno proiettato ombre pesanti e discredito su chi, in quel momento, rappresentava la città nelle sedi regionali. Ieri come oggi, il Sindaco continua a sorvolare, a galleggiare, a sottrarsi a una vera assunzione di responsabilità politica, ormai privo persino di una copertura piena da parte del suo stesso partito, il cui referente cittadino è proprio colui che egli stesso ha defenestrato dalla giunta. È il simbolo evidente di una maggioranza sfilacciata, muta, incapace di affrontare con chiarezza la crisi politico-istituzionale che investe la città. Solo votata e devota a sopravvivere finché dura. Per l’ennesima volta la città è sulle pagine nazionali, ancora una volta non per meriti ma per l’interdittiva antimafia che ha raggiunto la società di cui è socio il Presidente del Consiglio comunale Gianluca Bruzzaniti, eletto con il voto compatto della maggioranza che sostiene il Sindaco Tesauro. Il Presidente del Consiglio non è una figura qualsiasi: è la seconda carica cittadina, rappresenta l’intero Consiglio comunale, cioè l’organo eletto direttamente dai cittadini, ed è per ciò stesso chiamato a incarnarne equilibrio, autorevolezza e credibilità. Il rigetto, da parte del Tar, dell’istanza di sospensione dell’interdittiva antimafia relativa alla società nella quale il Presidente del Consiglio detiene il 20% delle quote, e soprattutto il tenore delle motivazioni poste dai giudici amministrativi a fondamento di tale decisione, imporrebbero oggi iniziative immediate sul piano della tutela istituzionale. Tuttavia, il punto politico e istituzionale è altro e prescinde dalle vicende strettamente processuali che faranno il loro corso dinanzi alla magistratura su cui riponiamo fiducia incondizionata. La città di Caltanissetta va, una volta per sempre, preservata e tutelata da ogni ulteriore e devastante sospetto e ombra soprattutto da chi la rappresenta istituzionalmente. Le dimissioni dal ruolo di presidente del consiglio oggi non dovrebbero neanche essere chieste. Dovrebbero essere state già rassegnate per restituire alla città una serenità da tempo persa. E prima ancora che dall’opposizione dovrebbero essere state sollecitate dai partiti della stessa maggioranza che, evidentemente, continuano a scegliere la strategia dell’attendismo, della copertura complice e del silenzio. Le dimissioni del Presidente del Consiglio vanno di pari passo alle dimissioni del Sindaco e Presidente della Provincia Tesauro che facciamo fatica a comprendere cos’altro ancora aspetti si abbatta sulla città perché si lui si dimetta. E’ lo stesso Tesauro che diede le deleghe a rappresentare la provincia a Tricoli, oggi in carcere, pur sapendo che fosse un pregiudicato poiché il suo legale. Ed è lo stesso che non ha detto una parola sull’ulteriore tsunami che ha colpito il Presidente del Consiglio eletto con i voti della sua maggioranza e a cui ha conferito deleghe alla provincia. Il Sindaco e Presidente della Provincia continua a difettare di quella responsabilità politica e istituzionale che il momento richiederebbe. Riteniamo inoltre non più rinviabile una presa di posizione seria, chiara e pubblica da parte delle forze politiche di maggioranza, da troppo tempo trincerate dietro un silenzio imbarazzante che, a questo punto e in questa ulteriore circostanza, non è più prudenza ma incapacità di una classe dirigente di incidere, consigliare, imporsi e che finisce per aggravare ulteriormente la crisi di credibilità delle istituzioni cittadine". Area civica è pronta a una mozione di sfiducia da portare in consiglio comunale. "Siamo pronti a sottoscrivere una mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco e del Presidente del Consiglio, nella convinzione profonda che Caltanissetta meriti istituzioni sopra ogni sospetto. È tempo che la città esca da questo ciclone mediatico e giudiziario di rilievo nazionale, che la offende, la mortifica e ne ferisce profondamente l’immagine, insieme a quella dell’intera provincia", così concludono Annalisa Petitto, Felice Dierna, consigliere comunale, Calogero Palermo, consigliere comunale, Leyla Montagnino, coordinatore  movimento “Insieme” e Carmelo Milazzo, coordinatore Movimento “Oltre”.

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