Infantino tesse le lodi di Misiti: “Ha risollevato il Gela in un momento delicato”

Il ritorno dopo tre mesi dalle dimissioni, il rapporto con la città e la missione salvezza. Di questo e di tanto altro abbiamo parlato, a Bar Sport, con Pietro Infantino, tornato a gennaio sulla panchina del Castrumfavara.

26 marzo 2026 11:00
Infantino tesse le lodi di Misiti: “Ha risollevato il Gela in un momento delicato” -
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Gela. I successi ottenuti da Reggina e Acireale a discapito di Nuova Igea Virtus ed Enna mutano i connotati della classifica. I primi, vittoriosi a Barcellona Pozzo di Gotto per 2-0, mantengono in vita le proprie speranze di gloria. Il primato, adesso, dista quattro punti, e domenica gli uomini di Torrisi saranno ospiti proprio della capolista Athletic Palermo.

Differente il discorso che riguarda l’Acireale, a cui è bastata la rete di Puglisi per superare di misura l’Enna ed avvicinarsi, a grandi passi, alla zona salvezza. Dodicesimo in classifica al pari del Ragusa, il club etneo ha raccolto nove punti nelle ultime quattro gare.

Un’altra squadra che ha invertito la rotta dopo un campionato deludente e cambiato passo è il Castrumfavara, che dal ritorno in panchina dell’ex Gela Infantino ha collezionato tre successi, un pareggio e cinque sconfitte, arrivate tutte contro squadre del riquadro di sinistra, fatta eccezione del Ragusa. Imbattuto da tre gare, l’organico gialloblù ha ritrovato fiducia e vuole compiere un vero e proprio miracolo centrando la salvezza diretta, distante solo due lunghezze. Nuova Igea Virtus, Acireale, Athletic Palermo, Gela, Paternò ed Enna le squadre che incrocerà sul proprio cammino la squadra di Infantino in questo rush finale. Diciotto punti in palio e sei finali da disputare con cuore e fame per mantenere la categoria.

“Sapevo delle difficoltà, sapevo che la squadra era molto diversa rispetto a quella che ho lasciato io ma amo le grandi sfide. Gli allenatori anziani hanno bisogno di entusiasmo, stima e di sentirsi responsabili con un progetto sulle proprie spalle. Tutto questo mi ha spinto a ritornare anche perché la città di Favara ha una grandissima stima nei miei confronti e me lo dimostra ogni giorno - spiega Infantino ai microfoni di Bar Sport -. Io volevo dare il mio contributo, ci sto riuscendo anche se mancano sei partite e non sarà facile ma aver scalato qualche posizione è un punto di partenza importante per affrontare questa fase finale”.

Il tecnico ha spiegato le motivazioni che hanno spinto lui e il suo vice Dario Di Dio a separarsi dal Favara lo scorso 30 settembre nonostante un buon momento di forma della squadra. Caso vuole che lo stesso allenatore in seconda di Infantino, per altro, fosse ospite a Bar Sport il giorno prima di rassegnare le dimissioni.

“Coinvolgo Dario in tutto quello che faccio. Lunedì sera avevo manifestato le mie perplessità e il giorno dopo ho preso la decisione dopo aver incontrato a quattr’occhi la società - racconta l’allenatore gialloblù -. Dario, poi, ha diretto l’allenamento del martedì con la squadra per poi scegliere di seguirmi. Io chiaramente non obbligo nessuno a lasciare un incarico e soldi, è stata una scelta sua. Dario è un professionista, fa il 50% del lavoro. Ormai mi conosce, sa come sono fatto ed è bravissimo a stare dentro lo spogliatoio e fare da tramite. Non è solo una brava persona, è anche un ottimo allenatore oltre che un collaboratore fidato. È un componente dello staff essenziale per me”.

Per concludere, l’allenatore ha voluto tessere le lodi di Giuseppe Misiti, approdato alla corte biancazzurra nel vivo di un periodo buio e permettendo alla squadra e all’intero ambiente di ritrovare non solo i tre punti ma anche il sorriso, dimostrando che la scommessa della società si è rivelata particolarmente azzeccata.

“In un momento molto delicato e di grande difficoltà Misiti è stato bravo a gestire l’equilibrio della squadra - conclude Infantino -. Gli faccio veramente i complimenti anche perché è un ragazzo eccezionale e lo stimo tanto”.

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