Vasta inchiesta sul traffico di droga, in appello otto condanne: imputati coinvolti anche nel blitz "Cruis"
Quattro le assoluzioni. Gli investigatori concentrarono l'attenzione su un gruppo, legato peraltro da vincoli familiari, che avrebbe avuto sponde dirette con le aree catanesi e ragusane, per le forniture e per piazzare partite di sostanze stupefacenti
Gela. Le accuse principali, concentrate sul traffico di droga, furono la summa di almeno tre diverse operazioni, poi confluite anche nel blitz “Cruis”. Dopo le condanne pesanti emesse dal collegio penale del tribunale di Gela, la Corte d'appello di Caltanissetta ha in parte rivisto quelle pronunce, con assoluzioni per diversi capi di accusa. La condanna a ventuno anni e due mesi di reclusione è stata confermata per Nicola Liardo. Per la posizione di Manuel Ieva, in appello l'assoluzione è arrivata per dodici capi di accusa. La pena finale è di diciannove anni. Undici anni e quattro mesi, invece, per Vincenzo Ieva. Nei suoi confronti l'assoluzione è giunta per sei capi di imputazione. L'assoluzione da una delle contestazioni è stata decisa per Vincenzo Vella: condannato per gli altri addebiti a sette anni e cinque mesi. Quattro anni e due mesi è la pena imposta a Vincenzo Cannizzo, assolto da tre capi di accusa. Undici capi in contestazione sono quelli per i quali la Corte d'appello ha pronunciato l'assoluzione per la posizione di Crocifisso Di Gennaro. La pena rideterminata è a diciassette anni e otto mesi di detenzione. Assoluzione per l'unico capo di imputazione che gli veniva attribuito, per il cittadino albanese Faik Merkai. Sette anni e otto mesi per Francesco Barbagallo, con l'assoluzione per uno dei capi di accusa. Tutte le condanne sono in continuazione con quelle di precedenti decisioni. Assolti un altro cittadino albanese, Almarin Tushai, e ancora Antonino Santonocito e Giuseppe Agatino Barbagallo. La continuazione con una precedente sentenza a suo carico, infine, è stata riconosciuta per Monia Greco, moglie di Nicola Liardo. La pena complessiva è stata rideterminata in nove anni e sette mesi di detenzione. Gli investigatori concentrarono l'attenzione su un gruppo, legato peraltro da vincoli familiari, che avrebbe avuto sponde dirette con le aree catanesi e ragusane, per le forniture e per piazzare partite di sostanze stupefacenti. I carabinieri monitorarono gli affari di Di Gennaro, collocando sistemi video nei pressi della sua abitazione e a ridosso di quella di Liardo. Tra i legali degli imputati, gli avvocati Giacomo Ventura, Flavio Sinatra, Davide Limoncello, Cristina Alfieri e Giuseppe Cascino.
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