"Un'Altra Gela" rompe con Gnoffo: "Arrogante e fa parapolitica, Greco ne prenda atto"
Gela. Le firme le hanno apposte tutti i componenti del gruppo politico, che fa riferimento al sindaco Lucio Greco, compreso il presidente dell’assise civica Salvatore Sammito. “Un’Altra Gela”, per la...
Gela. Le firme le hanno apposte tutti i componenti del gruppo politico, che fa riferimento al sindaco Lucio Greco, compreso il presidente dell’assise civica Salvatore Sammito. “Un’Altra Gela”, per la seconda volta, si rivolge a “chi di dovere”, affinchè assuma decisioni chiare, “prendendo atto dell’insanabile frattura che l’assessore Nadia Gnoffo ha determinato nei rapporti con questo gruppo consiliare, che è parte significativa della maggioranza”. Il capogruppo Giuseppe Morselli, gli altri componenti Romina Morselli, Vincenzo Cascino, Diego Iaglietti e lo stesso Sammito, ritornano sulle parole dell’assessore forzista. Gnoffo, la scorsa settimana, pubblicamente, ha spiegato che il consigliere pro-Greco Romina Morselli si sarebbe dovuta dimettere, a seguito della vicenda dei rifiuti a Manfria. La questione non si è chiusa, visto che ha anche lamentato la prima reazione di “Un’Altra Gela”, definendola “paramafiosa” e legandola esclusivamente al capogruppo Giuseppe Morselli e a Romina Morselli. Per “Un’Altra Gela”, non ci sono più le condizioni per andare avanti e il sindaco deve decidere. “Riteniamo gravi, sia sul piano formale che su quello sostanziale, le provocatorie affermazioni dell’assessore pro-tempore Gnoffo”, si legge in una nota di “Un’Altra Gela”. “Rimaniamo compatti, a dispetto di quanto insinuato – si legge ancora nella nota – contro questa forma di arrogante prevaricazione e rispediamo al mittente le inutili provocazioni che dimostrano tutta la sua totale mancanza di equilibrio politico, con ciò dimostrando di riuscire a fare solo parapolitica”.
Il “gelo” è totale, sintetizzando rapporti tra forzisti e civici, ormai quasi compromessi. Una crisi che il sindaco Lucio Greco dovrà tentare di analizzare con attenzione, anche perché i forzisti, senza il secondo assessorato e con Gnoffo isolata, potrebbero decidere di dire basta, mentre i “lealisti” sono fermi nel ritenere che il rilancio dell’azione amministrativa passi anzitutto dall’icona “civica”.
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