"Sistema Montante", "Cicero mai indagato è invece testimone chiave"

La replica del legale di Cicero

A cura di Redazione Redazione
11 marzo 2026 14:13
"Sistema Montante", "Cicero mai indagato è invece testimone chiave" - Alfons
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Caltanissetta. Nella vicenda legata all'inchiesta sul cosiddetto "sistema Montante", ricevimento e pubblichiamo la nota del legale di difesa di Alfonso Cicero. "La sottoscritta Avv. Annalisa Petitto, del foro di Caltanissetta, con studio in Caltanissetta, Viale della Regione n. 30, PEC: [email protected],nella qualità di difensore di fiducia del Sig. Alfonso Cicero, formula la presente formale diffida con contestuale richiesta di rettifica ai sensi dell’art. 8 della Legge 8 febbraio 1948 n. 47, in relazione all’articolo pubblicato sul vostro sito in data 10 marzo 2026 dal titolo “Processo Montante, Turco: ‘Gli atti sono chiari sulla.posizione di Cicero’”. L’articolo ripropone dichiarazioni del Sig. Carmelo Turco volte a sostenere che Alfonso Cicero fosse indagato nell’ambito del procedimento penale n. 1699/14 RGNR, fondando tale affermazione su attività investigative quali l’analisi di traffico telefonico e la presenza di verbali di trascrizione nel fascicolo del pubblico ministero. Tale ricostruzione è falsa, suggestiva e gravemente lesiva della reputazione del mio assistito, poiché continua ad attribuire ad Alfonso Cicero una qualità processuale che egli non ha mai rivestito. La gravità è ulteriormente accresciuta dal fatto che la medesima falsità era già stata formalmente contestata con mia precedente richiesta di rettifica del 2 febbraio 2026. Nonostante tale formale contestazione, pienamente circostanziata e supportata da atti giudiziari, si dà nuovamente dato spazio alla medesima ricostruzione, dimostrando una reiterazione della condotta lesiva. È appena il caso di ribadire che la falsità dell’assunto è smentita in modo espresso dagli atti giudiziari. In particolare, a pag. 2473 dell’ordinanza applicativa di misura cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, dott.ssa Maria Carmela Giannazzo, in data 19 aprile 2018, si legge testualmente che “dagli atti del procedimento non emergono elementi che depongono per un coinvolgimento del Cicero Alfonso nei fatti reati per i quali si procede a carico degli odierni indagati o per altri reati ad essi connessi, e le dichiarazioni da lui rese rivestono la natura di una vera e propria testimonianza. Le deduzioni personali del Sig. Turco non possono in alcun modo sostituirsi agli atti giudiziari né deformarne il contenuto. La circostanza che nel fascicolo possano essere presenti attività investigative relative a utenze telefoniche o dati di traffico non attribuisce affatto la qualità di indagato al soggetto cui tali dati si riferiscono. L’unico atto dal quale potrebbe evincersi la qualità di indagato è l’iscrizione nel registro delle notizie di reato ai sensi dell’art. 335 c.p.p.; iscrizione che, nei confronti di Alfonso Cicero, non risulta esistere al fascicolo della inchiesta. E non a caso, il Sig. Turco non ha esibito alla redazione alcun atto da cui tale iscrizione possa risultare, semplicemente perché un simile atto non esiste, rifugiandosi in mere interpretazioni personali pur di ledere la reputazione del mio assistito. Parimenti grave è la condotta della redazione, che ha pubblicato nuovamente tali dichiarazioni senza adeguata verifica delle fonti e senza riscontro con gli atti giudiziari già espressamente indicati nella precedente richiesta di rettifica. In un contesto in cui la falsità della notizia era già stata formalmente segnalata, la mancata verifica delle fonti rappresenta un fatto di particolare gravità. Come già rappresentato nella precedente comunicazione, il sig.Alfonso Cicero risulta invece teste chiave nell’ambito dell’inchiesta e parte civile nel procedimento penale relativo ai fatti contestati agli imputati. Tutto ciò premesso, si diffida formalmente codesta testata dal reiterare ulteriormente l’attribuzione ad Alfonso Cicero della qualità di indagato nel procedimento in questione e si richiede l’immediata pubblicazione, senza commento e con identica evidenza, della seguente rettifica. È falsa l’affermazione secondo cui Alfonso Cicero sarebbe stato indagato nell’ambito del procedimento penale a carico di Antonio Calogero Montante ed altri. Dagli atti giudiziari del procedimento n. 1699/14 RGNR e, in particolare, dall’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta del 19 aprile 2018 (pag. 2473), risulta espressamente che non emergono elementi di coinvolgimento di Alfonso Cicero nei fatti reato contestati e che le dichiarazioni dallo stesso rese rivestono la natura di vera e propria testimonianza".

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