"Sindaco dimostri di non dare solo priorità a feste ed eventi", Incardona: "Basta passerelle"
Chi sembra rivedersi in posizioni analoghe a quelle di Fratelli d'Italia sul piano delle contestazioni mosse al sindaco e alla sua amministazione, è l'ex assessore Salvatore Incardona
Gela. Il campo locale del centrodestra, con o senza collocazioni di partito, cerca di serrare i ranghi per limitare le forti critiche mosse dall'amministrazione comunale e dalla maggioranza verso le politiche del governo regionale, rivolte alla città. La vicenda del finanziamento del nuovo ospedale, i musei e i siti archeologici che non decollano ma anche un porto fermo a tempo indeterminato, sono tutte mine vaganti, anzitutto politiche, per il centrodestra. Chi sembra rivedersi in posizioni analoghe a quelle di Fratelli d'Italia, è l'ex assessore Salvatore Incardona, che durante la fase della giunta Greco fu alleato di attuali esponenti del governo locale, in primis del sindaco Terenziano Di Stefano. Oggi, invece, non è convinto del modus operandi del primo cittadino e più volte richiama una eccessiva tendenza alla centralità “degli eventi” piuttosto che degli interventi per il decoro e i quartieri. “Apprendo con una certa perplessità le ultime dichiarazioni del sindaco che continua a presentarsi come espressione di un civismo progressista e di sinistra, salvo poi governare la città con una compagine chiaramente riconducibile al centrodestra regionale. Una contraddizione politica evidente che merita di essere evidenziata, soprattutto quando si pretende di impartire lezioni agli altri. Ancora più sorprendente è l’indignazione manifestata per un presunto definanziamento per il nuovo ospedale. Un definanziamento – dice Incardona - che, in realtà, non è mai esistito. Sarebbe bastato leggere con maggiore attenzione gli atti e approfondire la documentazione per comprendere che quelle risorse non erano state sottratte. Prima di lanciare accuse e alimentare allarmismi, sarebbe opportuno verificare i fatti. Accolgo con favore la volontà del sindaco di dedicare maggiore attenzione alle problematiche della sanità e condividiamo l’idea di una presenza costante delle istituzioni nei luoghi in cui i cittadini vivono i loro disagi. Tuttavia, se davvero intende stare vicino ai gelesi, il suo impegno non può limitarsi all’ospedale”. Incardona elenca appunto quelli che ritiene punti deboli dell'attuale gestione amministrativa, richiamando pure la vicenda del porto che è di competenza dell'Autorità della Sicilia occidentale e ancora prima è stata per anni in carico alla Regione, senza risultati di nessun pregio. “Il sindaco dovrebbe trasferire simbolicamente i propri uffici anche al porto, da troppo tempo lasciato in una condizione di stallo, e in tutti quei quartieri e quei luoghi della città che quotidianamente convivono con degrado, incuria, carenza di servizi e abbandono. Dovrebbe essere presente dove le strade sono dissestate, dove il decoro urbano è assente, dove i cittadini attendono risposte concrete e non annunci. È giunto il momento di archiviare la stagione delle passerelle e del pensiero alle regionali, delle feste, dei festini e dell’Estate gelese come principale cifra dell’azione amministrativa. Gela ha bisogno di una politica che affronti con determinazione le emergenze strutturali della città – aggiunge Incardona - non di un’amministrazione concentrata prevalentemente sugli eventi. Solo quando vedremo il sindaco impegnato quotidianamente nei luoghi simbolo delle criticità cittadine, con la stessa determinazione mostrata nelle occasioni mediatiche, potremo dire di avere un primo cittadino che ama davvero Gela e che ne interpreta fino in fondo le esigenze”.
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