Prescrizioni "Argo-Cassiopea", amministrazione chiederà primi interventi: Riserva, "solo politica"
Le attività di estrazione del gas sono a pieno regime da oltre un anno ma sulle prescrizioni le valutazioni sono divergenti. Sindaco e assessore, a questo punto, si avviano a richiedere i progetti esecutivi dei primi interventi, tutto a carico di Enimed
Gela. Le prescrizioni dettate a Enimed, a seguito della realizzazione del progetto per l'estrazione di gas a mare, “Argo-Cassiopea”, continuano a dividere nettamente il modus operandi sostenuto dall'amministrazione comunale e quello della Riserva Biviere-Lipu. Questa mattina, il tavolo tecnico è stato nuovamente riunito, in municipio, su convocazione dell'assessore Filippo Franzone. C'erano, tra gli altri, i riferimenti tecnici che seguono l'iter per conto di Enimed, lo stesso Giudice e il senatore Pietro Lorefice. Il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Franzone hanno comunicato che a breve inoltreranno comunicazione ufficiale alle parti affinché si proceda con la progettazione di interventi previsti in almeno due prescrizioni. “Si tratta – dice Franzone – degli interventi nelle aree retrodunali, sia in prossimità delle zone archeologiche sia sul tratto del lungomare che va dal fiume Gela all'ex Conchiglia. Vogliamo dare una spinta decisa, evitando altra impasse che rischia di limitare il tutto solo a mere discussioni. Ci sono già stati ritardi in passato e non possiamo permetterne altri. Chiaramente, questi sono solo i primi interventi. E' nostra volontà fare in modo che Eni adempia pienamente a tutte le prescrizioni dettate nelle autorizzazioni che vennero rilasciate per i campi gas Argo-Cassiopea”. La direzione che l'amministrazione comunale intende dare a queste procedure, però, continua a non convincere il riferimento della Riserva Biviere Emilio Giudice, che partecipò alla stesura delle prescrizioni, che vanno da interventi nelle aree a terra e fino a quelli più ingenti, anche finanziariamente, per il contesto sottomarino della costa. Sono previsioni finalizzate alla tutela dell'ecosistema locale. “Purtroppo, la posizione del sindaco e dell'amministrazione mi sembra fin troppo favorevole alle volontà di Eni – spiega Giudice – ora, si intende finalizzare un protocollo per primi lavori nelle aree a terra. Però, fin dall'origine, era stato previsto che si procedesse, prima, alla progettazione di tutti gli interventi, con una stima precisa delle somme necessarie. La firma del protocollo era fissata solo come atto conclusivo. Invece, questo tavolo tecnico è diventato un tavolo politico, solo per arrivare a lavori nelle aree che probabilmente più interessano l'amministrazione comunale, anche in termini di consensi pubblici. In questo modo, si viola tutto ciò che venne disposto per il rilascio delle autorizzazioni del progetto “Argo-Cassiopea”. Lo si fa con la piena consapevolezza dell'ente comunale. Non è tanto una questione di volontà Eni, è l'amministrazione comunale che sta decidendo di violare gli accordi”. Quella di Giudice è sempre stata una posizione netta sul tema. In più occasioni, in passato, spiegò che prima ancora dell'avvio dei lavori per i campi estrattivi a mare “Argo-Cassiopea” Enimed avrebbe dovuto provvedere con tutta la progettazione degli interventi dettati dalle prescrizioni. Le attività di estrazione del gas sono ormai a pieno regime da oltre un anno ma sulle prescrizioni le valutazioni sono divergenti. Sindaco e assessore, a questo punto, si avviano a richiedere i progetti esecutivi dei primi interventi, tutto a carico di Enimed.
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