"Non sarò sindaco del lutto, sempre rispettata trasparenza", Di Stefano: "C'è chi inquina fuori da politica"

Il sindaco, nelle sue parole, ha fatto trasparire una forte emozione e un trascinamento legato probabilmente alle tante polemiche

19 maggio 2026 22:00
"Non sarò sindaco del lutto, sempre rispettata trasparenza", Di Stefano: "C'è chi inquina fuori da politica" -
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Gela. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha subito messo i punti chiave nel suo intervento durante la seduta monotematica su compensazioni ed eventi. "Non accetto che sulle mie scelte si possa mettere in discussione la trasparenza, soprattutto quando si tratta di soldi della città - ha detto - dal 2014, con la riconversione del polo industriale, c'è stato un disastro. Io all'epoca, da consigliere, mi opposi perché non vedevo una visione chiara del dopo". Il sindaco ha elencato tutte le somme fino a oggi destinate dalle compensazioni alle opere pubbliche. Non ha trascurato di soffermarsi sul porto rifugio, "sono stati sperperati almeno due milioni dalla Regione". Da Macchitella Lab al museo regionale e ancora la pista di atletica da realizzare a Marchitello e il progetto di polo tecnologico Sinapsi: attualmente, solo cinque milioni non sono stati destinati. "Qualcuno vuole far passare l'idea che noi vogliamo distrarre fondi - ha detto ancora il capo dell'amministrazione - l'accordo per 1.200.000 euro in tre anni è stato sottoposto ai legali di Eni che hanno dato esito favorevole. Prima del nostro intervento, mai nessuno aveva chiesto a Eni di destinare i fondi delle compensazioni. Stiamo fermando un'emorragia di residenti, che lo scorso anno ha visto un trend in lieve aumento. Questo è un successo. Dal 2024, abbiamo sessanta imprese del turismo e oltre mille posti letto. Prima di noi, erano la metà. Oggi, la gente viene a Gela. Prima, si parlava solo di acqua che mancava e di una città da non visitare. Dal 2014, nessuno aveva mai fatto nulla. Stiamo cercando di invertire il trend. Non vogliamo più che i padri di famiglia o i professionisti vadano via. Vogliamo costruire una nuova storia di Gela. Ci sono i cantieri del Pnrr, c'è una progettualità. Io non sono il sindaco del lutto. Altrimenti, mi dimetto e sono pronto a riprendere la valigia e andare a lavorare fuori come ho fatto per ventiquattro anni. Il cambiamento lo facciamo insieme. Non abbiamo toccato un centesimo del bilancio perché ci è impossibile a causa del dissesto". Il sindaco, nelle sue parole, ha fatto trasparire una forte emozione e un trascinamento legato probabilmente alle tante polemiche che si sono concentrate. "Soggetti fuori dalla politica stanno inquinando la città, con dichiarazioni da querela - ha continuato - c'è chi è pagato per diffondere false informazioni. Invito tutti a prendere le distanze".

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