"Modello Gela non esiste, è un'invenzione di Di Paola", Lo Nigro: "Sulle dighe basta prese in giro"
Lo Nigro, che il percorso socialista non l'ha mai abbandonato, valuta ancora con molta parsimonia il cammino dell'amministrazione comunale
Gela. Due anni fa, in tempo di campagna elettorale e di strategie di coalizione, il suo nome venne avanzato da un'area moderata, come possibile candidato a sindaco. Da allora, i rapporti tra il socialista Piero Lo Nigro e l'alleanza del primo cittadino Terenziano Di Stefano si sono mantenuti ma senza mai spiccare per piena condivisione. Lo Nigro, che il percorso socialista non l'ha mai abbandonato, valuta ancora con molta parsimonia il cammino dell'amministrazione comunale. “Per dare un giudizio pieno a un'esperienza di governo della città e per identificarla – dice – devono trascorrere almeno due anni. Noto che c'è impegno ma sicuramente l'attuale amministrazione non ha ancora spiccato il volo dell'aquila. Diciamo, che sta galleggiando, anche a causa di un bilancio che non c'era. Sono fiducioso ma ribadisco che manca, per ora, lo slancio necessario”. Su un piano strettamente politico, Lo Nigro continua a credere parecchio in un progetto, spesso di nicchia, come quello socialista. “In Campania e in Puglia, alle recenti elezioni regionali – sottolinea – i socialisti hanno presentato proprie liste. In Campania, sono arrivati tre consiglieri regionali e due in Puglia. In Campania, abbiamo un assessore regionale socialista. Quindi, possiamo essere in grado di presentare nostre liste. E' evidente che in province piccole come quella di Caltanissetta, i pochi seggi sono tutti per i grandi partiti e bisognerà fare un ragionamento. Sicuramente, la nostra area è quella progressista. Rimaniamo coerenti e non mi piacciono per nulla i cambi di casacca”. Lo Nigro, che in passato ha avuto esperienze politiche all'assise civica e non solo, non dà alcun tipo di credito al “modello Gela”. “Non esiste – dice ancora – è solo un'invenzione dell'onorevole Nuccio Di Paola e di pochi altri. Cosa sarebbe il “modello Gela”? Quello degli accordi al ballottaggio con una parte del centrodestra che ha voltato le spalle all'ingegnere Cosentino? Oppure quello dell'accordo che era già stato raggiunto tra Di Paola e Di Stefano, in cambio del sostegno dei civici ai candidati M5s alle europee? E' solo frutto di una serie di cose che definirei perlomeno strampalate. Per quanto mi riguarda, assessori come l'autonomista Valeria Caci o il deluchiano Filippo Franzone possono stare nella giunta e lavorare per la città ma non esiste un modello Gela”. Lo Nigro, da anni, come presidente provinciale dell'ordine degli agronomi, non smette di focalizzare l'attenzione su temi che riguardano il territorio e la sua tenuta economica. Quello delle dighe continua a essere un vuoto enorme. “Proprio a Gela – conclude – vogliamo fare un'operazione verità. Vogliamo organizzare un convegno che funga da tavolo tecnico. Dovranno esserci tutte le parti, dagli assessorati regionali ai parlamentari e fino agli enti che si occupano di aspetti autorizzativi. Questo scaricabarile deve finire. Tutti devono venire a dire cosa stanno facendo e non è una questione di colore politico. E' assurdo che pure in una stagione di intense piogge non si riesca a invasare acqua. Se le dighe del territorio vanno demolite, lo si dica chiaramente. Se ci sono possibilità di interventi strutturali, allora è giusto che ci sia una tempistica precisa. Nessuno può tirarsi indietro. Vorrei ricordare che con un ciclo idrico efficiente, tramite dighe, questo territorio riuscirebbe ad avere una capacità di produzione annua non inferiore ai cento milioni di euro. Però, non possiamo più accettare le prese in giro, da parte di nessuno”.
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