Lavoro finito, l'ex detenuto Rocco Ferrigno s'incatena di nuovo al municipio

Gela. Per la seconda volta in soli tre mesi, il cinquantaduenne Rocco Ferigno, per ventisei anni detenuto in diversi penitenziari della penisola, s’incatena all’ingresso principale di Palazzo di Città...

A cura di Super User Super User
12 settembre 2014 22:28
Lavoro finito, l'ex detenuto Rocco Ferrigno s'incatena di nuovo al municipio -
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Ferrigno-catene.JPG.jpgGela. Per la seconda volta in soli tre mesi, il cinquantaduenne Rocco Ferigno, per ventisei anni detenuto in diversi penitenziari della penisola, s’incatena all’ingresso principale di Palazzo di Città.

La ragione è sempre uguale, il lavoro che non c’è per portare avanti la famiglia.
“Ho lavorato solo un mese per conto della Ghelas – spiega – poi, tutto come prima. Il sindaco non riesce a darmi risposte. In passato, il presidente della regione Rosario Crocetta mi aveva dato aiuto. Ora, invece, non risponde neanche al telefono”.
Per questa ragione, in mancanza di fondi economici per la sussistenza sua e della moglie, Ferrigno è tornato a protestare per ottenere attenzione.
“Dopo il carcere – continua – i magisrati della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta hanno confermato la mia idoneità al lavoro. Nessuno, però, mi dà una possibilità. Adesso, aspetterò incatenato che qualcuno mi riceva, sempre che sia possibile”.

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