"Ianus", in primo grado 35 condanne: colpo di scena in appello, annullata sentenza e atti al gup
Così, tutti gli atti ritorneranno al gup
Gela. La sentenza di un anno fa, che dispose la condanna di trentacinque imputati, coinvolti nella maxi inchiesta “Ianus”, è stata dichiarata nulla dalla Corte d'appello di Caltanissetta. L'indagine, condotta dai pm della Dda nissena e dai poliziotti, fece luce su un presunto traffico di droga controllato dalle famiglie Emmanuello e Rinzivillo. E' stata accolta l'eccezione avanzata dalle difese degli imputati, sull'incompatibilità del gup che in primo grado emise le condanne. Lo stesso giudice dell'udienza preliminare, allora, aveva chiesto di astenersi ma il presidente del tribunale nisseno non accolse. Così, tutti gli atti ritorneranno al gup. In primo grado, proprio il gup, in abbreviato, emise le pene maggiori per Giuseppe Pasqualino e Salvatore Mirko Rapisarda, con vent'anni di reclusione ciascuno. Sedici anni e quattro mesi per un altro imputato, Giuseppe Domicoli, ritenuto collocato nella struttura portante del traffico di droga. Quindici anni e sei mesi di reclusione a Salvatore Nocera. Undici anni e quattro mesi a Giuseppe Borgese. Nove anni e nove mesi a Diego Milazzo, nove anni e quattro mesi per Giuseppe Sicurella, nove anni e un mese per Angelo Lorefice, nove anni a Fabio Palumbo. Otto anni e dieci mesi a Salvatore Azzarelli e Rocco Grillo, otto anni e nove mesi a Mohamed Omar, otto anni a Rocco Rinzivillo (1989), otto anni e due mesi in continuazione per Vincenzo Romano, sette anni a Manuel Ieva, sei anni e otto mesi per le posizioni di Antonio Rapicavoli e Carmelo Scilio, sei anni e due mesi a Giuseppe Sinatra, sei anni a Crocifisso Di Gennaro (era indicato ai vertici del gruppo degli Emmanuello ma è venuta meno l'accusa di mafia oltre a quella dell'associazione per il traffico di sostanze stupefacenti), cinque anni e quattro mesi per Luca Marino, cinque anni e due mesi per Giuliano Scordino, quattro anni e otto mesi a Emanuele Pantano, quattro anni e cinque mesi a Massimiliano Astuti, quattro anni ad Alberto Pasquale Di Dio, quattro anni in continuazione al collaboratore di giustizia Calogero Peritore, quattro anni anche ad Antonio Sollazzo e Salvatore Taormina, tre anni e sette mesi per Alessandro Peritore, tre anni e quattro mesi a Nicola Palena, tre anni a Giuseppina Bonanno, Giacomo Di Noto (in continuazione), Graziana Domicoli, due anni e sei mesi per il collaboratore di giustizia etneo Salvatore Castorina, due anni a Luigi Scuderi (in continuazione), Giuseppe Verdelli. Assolti Alessandro Pellegrino, Dario Gagliano e Salvatore Mezzasalma (difesi dai legali Flavio Sinatra e Gioacchino Marletta), Rocco Rinzivillo (1978) (con il legale Rosario Prudenti), Giuseppe Alaimo (con i legali Giuseppe D'Acqui' e Giacinto Paci), Daniele Mangiagli (con l'avvocato Franca Auteri), Vincenzo Scerra (rappresentato dall'avvocato Adriano Falsone) e Giuseppa Lauretta (difesa dal legale Danilo Tipo). La contestazione mafiosa venne meno ma rimasero in piedi i capi di accusa sul traffico di droga, con legami in altre aree siciliane e in Calabria. Una prima decisione favorevole della Cassazione, sul punto dell'incompatibilità del gup Lorena Santacroce, emessa per la posizione di uno dei coinvolti nell'indagine, Giorgio Gioacchino, ha indotto le difese a riproporre l'eccezione in appello, certe che il gup dovesse astenersi, essendosi pronunciata in fase di riesame. La procura aveva impugnato, in appello, per le posizioni degli assolti mentre i difensori degli imputati dei trentacinque condannati avevano avanzato i rispettivi ricorsi. Tra le parti civili, c’è il Comune di Gela, su mandato dell’amministrazione, rappresentato dall’avvocato Giusy Ialazzo. E' parte civile inoltre il Ministero dell’interno, attraverso l’Avvocatura dello Stato (con il legale Giuseppe Laspina). Parallelamente, davanti al collegio penale del tribunale di Gela è in corso il dibattimento per altri coinvolti nella maxi inchiesta. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Flavio Sinatra, Rosario Prudenti, Filippo Spina, Davide Limoncello, Carmelo Tuccio, Angelo Cafà, Salvo Macrì, Danilo Tipo, Cristina Alfieri, Rocco Cutini, Domenico Cacocciola, Maria Lucia D’Anna, Salvatore Bruzillà, Dario Polizza Favaloro, Salvatore Pace, Giuseppe Cascino, Luigi Zinno, Andrea Giannino, Alfonso Abate, Luca Cianferoni, Antonio Montana, Calogero Meli, Debora Speciale, Gioacchino Mule’, Salvatore Pennica, Nicoletta Cauchi, Gaetano Rizzo, Giovanni Salvaggio, Calogero Lo Giudice, Fabrizio Bellavista, Paolo Ingrao, Matteo Anzalone, Rosanna D’Arrigo e Teresa Raguccia.
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