La rete dei combattimenti di pitbull, chieste misure per gli indagati: partono gli interrogatori
Tutti avrebbero avuto un ruolo nell'organizzazione dei combattimenti, in aree piuttosto isolate
Gela. L'indagine è in corso, come hanno riferito in settimana i pm della procura, i poliziotti del commissariato e i carabinieri del Soarda. La rete ricostruita dagli investigatori è quella che porta a combattimenti illegali tra pitbull, che in città avrebbero avuto un consistente centro logistico. Il procuratore capo Salvatore Vella e il sostituto procuratore Lucia Caroselli hanno già avanzato richiesta di misura cautelare per sei coinvolti nell'inchiesta. Tutti avrebbero avuto un ruolo nell'organizzazione dei combattimenti, in aree piuttosto isolate. La prossima settimana, gli indagati saranno sentiti dal gip del tribunale, in fase di interrogatori preventivi. Solo successivamente, il giudice deciderà se accogliere la richiesta di misure avanzata dai pm. L'attività ha già condotto, come abbiamo riportato, al sequestro preventivo di tredici pitbull, alcuni impiegati proprio per i cruenti combattimenti. I cani, inoltre, sarebbero stati dopati e addestrati appositamente per i combattimenti, aumentandone l'aggressività. Durante le perquisizioni in immobili nella disponibilità degli indagati, sono stati trovati sistemi artigianali per l'allenamento dei cani, che pativano conseguenze spesso anche mortali. L'ipotesi avanzata dagli inquirenti, inoltre, è di un giro di scommesse alimentato proprio dai combattimenti. I video venivano scambiati usando app telefoniche, soprattutto Telegram.
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