Inchiesta rifiuti, la Cgil: necessaria mappatura e controlli falde acquifere
Giudice e Moncada: "È intollerabile che chi dovrebbe gestire il servizio pubblico con trasparenza e legalità utilizzi il sottosuolo di Gela come discarica abusiva e occulta".
Gela. Sull'inchiesta sulla gestione dei rifiuti a Timpazzo è intervenuta anche la Cgil. "Quanto sta emergendo dalle indagini della magistratura e delle forze dell’ordine sulla gestione dei rifiuti all’interno della Impuanti Srr Cl Sud Sud a Gela delinea un quadro di una gravità inaudita che lascia profondamente indignati e preoccupati", scrivono Ignazio GIudice e Rosanna Moncada.
"Se le accuse venissero confermate, ci troveremmo davanti a un vero e proprio attentato all'ambiente, alla salute pubblica e al futuro di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di impatto ambientale. È intollerabile che, mentre i cittadini compiono sforzi quotidiani per differenziare i rifiuti e pagano tariffe spesso esorbitanti, chi dovrebbe gestire il servizio pubblico con trasparenza e legalità utilizzi il sottosuolo di Gela come una discarica abusiva e occulta per logiche che nulla hanno a che fare con il bene comune".
La CGIL di Caltanissetta esprime pieno sostegno e fiducia nell'operato della magistratura affinché si faccia luce al più presto e fino in fondo su ogni singola responsabilità.
"Come Cgil chiediamo l'immediata mappatura dei siti coinvolti e l'avvio delle procedure di messa in sicurezza del terreno per verificare la contaminazione delle falde acquifere; Esigiamo la massima garanzia per i livelli occupazionali e per la loro sicurezza sul lavoro e il ripristino di una governance pulita e trasparente. Esprimiamo il nostro sostegno al Sindaco di Gela che ha espresso la chiara volontà di un cambio di passo radicale nella gestione della SRR e della Impianti affinché la gestione dei rifiuti esca dalle zone d'ombra nelle quali è stata destinata da troppo tempo
Gela e l'intera provincia di Caltanissetta non possono più essere la terra di nessuno in cui svendere la salute pubblica per il profitto".
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