Ghelas, Siragusa: "Troppi crediti bloccati, prime difficoltà di liquidità"
Passa quasi in secondo piano il capitolo del mandato del manager. "Posso solo dire che sono d'accordo con quanto è stato indicato nella nota del collegio sindacale della Ghelas", precisa Siragusa
Gela. Sono i numeri di bilancio e la tenuta dell'azienda i temi intorno ai quali si gioca il futuro della municipalizzata Ghelas, anche a stretto giro. Da settimane, va avanti l'attività di verifica per il controllo analogo. Gli organi tecnici, negli uffici dell'in house e a Palazzo di Città, sono impegnati negli approfondimenti. "Purtroppo, i numeri sono oggettivi e Ghelas inizia a soffrire a causa della riduzione di liquidità, anche verso i fornitori - dice il manager Guido Siragusa - la società ha troppi crediti incagliati, tra passività del Comune dovute al dissesto e cause giudiziarie che abbiamo dovuto avviare. Mi riferisco a ciò che abbiamo ereditato dal passato. Circa 360 mila euro di crediti non fatturati al Comune e solo il cinquanta per cento è stato riconosciuto dalla burocrazia municipale ma serve la seconda fase, quella del debito fuori bilancio, che non c'è ancora stata. Almeno 150 mila euro, invece, non sono stati riconosciuti dal settore lavori pubblici e abbiamo avviato un'azione giudiziaria. C'è stato l'annullamento da parte dell'amministrazione comunale dei tagli lineari del 2023 e 2024, rispettivamente per 230 mila euro e 130 mila euro, ma anche in questo caso non c'è la seconda fase e stiamo agendo. Abbiamo 45 mila euro dal servizio di strisce blu che non ci vengono riconosciuti. Ghelas non ha una capacità tale da sopportare tutti questi crediti bloccati. Sappiamo che l'amministrazione comunale è nostra alleata, allo scopo di risolvere un problema enorme". Oltre a ciò che non si riesce a incassare, l'azienda si trova ad affrontare l'aumento del costo del lavoro, per almeno 150 mila euro in più, "dopo il blocco di decontribuzione sud", precisa Siragusa. "Sono numeri che non si possono trascurare - sottolinea - a tutto questo dobbiamo aggiungere la forte incertezza sui fondi pensione. A oggi, non abbiamo un dato certo da inserire in bilancio. Sappiamo che dal 2012 e fino al 2017, le quote dei fondi pensione non sono state versate". La scorsa settimana, l'amministrazione comunale ha affidato alla multiservizi interventi per il decoro e la pulizia, ammontanti a 145 mila euro. Coprire tutte le attività è sempre più complicato. "Il nuovo contratto rende essenziale fatturare per essere pagati - dice inoltre il manager - con pochissimo personale abbiamo completato l'illuminazione di Manfria. Le attività sul verde vanno avanti con il supporto di giardinieri assunti a termine e che non possono durare in eterno. Senza questi giardinieri, Ghelas per le manutenzioni può contare su un dipendente prossimo alla pensione, un giardiniere, un autista, quattro elettricisti, un magazziniere, un manutentore idraulico e un coordinatore. È questa Ghelas". L'azienda sta implementando il controllo analogo, nel rapporto di verifica con Palazzo di Città (socio unico). "C'è stato chiesto di implementare il controllo analogo e stiamo andando avanti - ribadisce Siragusa - sotto la mia gestione, il controllo analogo è sempre stato effettuato". Ipotizzare l'approvazione del bilancio entro fine giugno, a queste condizioni, non è cosa semplice e il confronto va avanti tra management e amministrazione comunale. Passa quasi in secondo piano il capitolo del mandato di Siragusa, che stando all'interpretazione fornita dal Comune dovrebbe concludersi con l'approvazione del bilancio 2025, quello ancora da varare. Il collegio sindacale dell'azienda non ha condiviso la determina firmata dal sindaco Terenziano Di Stefano. "La questione non è prioritaria - conclude l'amministratore - è evidente che ci sono altre criticità da affrontare. Posso solo dire che sono d'accordo con quanto è stato indicato nella nota del collegio sindacale della Ghelas".
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